Tropic Of Cancer e DVA Damas

8 Ottobre 2013 By Redazione

In apertura
Dva Damas
I Dva Damas sono Taylor Burch e Joseph Cocherell, sul palco supportati da vari artisti in rotazione quali Josie Crowley, Zeke Gamil e Camella Lobo. Sono stati la prima release ufficiale per la divisione americana della Downwards, etichetta fondata da Regis.
“Nightshade”, il loro primo LP, uscito questa primavera, è una tetra fusione di sensualità perversa, apatica ma ipnotica, e atmosfere urbane decadenti, dominata da elettroniche secche e distorte da cui prende voce uno spirito noir, tra le pieghe più ammiccanti al blues. Le drum machine lavorano incessanti sotto le chitarre taglienti e metalliche che sfiorano lo psychobilly più distorto e malato per poi chiudersi dentro un mondo notturno lisergico.
Segue
Tropic of Cancer
‘Tropic Of Cancer’ è il solo project della losangelina Camella Lobo, fondato inizialmente insieme a Juan Mendez a.k.a. Silent Servant (pulse#202) e che vede la collaborazione di Taylor Burch per le live performance. Dopo una serie di acclamati EP (“The Sorrow Of Two Blooms”, uscito per Blackest Ever Black nel 2011, e “Permissions Of Love” e “I Feel Nothing”, usciti lo scorso anni per Mannequin e Sleeperhold) che l’hanno vista riconoscere come una dei più interessanti esponenti della darkwave moderna, questo settembre è in uscita l’atteso debutto sulla lunga distanza, “Restless Idylls”, di nuovo su Blackest Ever Black, con Regis (Karl O’ Connor) nella cabina di produzione.
L’intensa e struggente musica di Tropic Of Cancer è un elegante equilibrio tra romanticismo goth, minimalismo post punk e riverberi sognanti, debitori tanto allo shoegaze quanto a un sentimento dub. Le atmosfere eteree si fondono a un’espressività femminile decadente e astratta, mentre Camella scompone il proprio romanticismo fumoso e sepolcrale in una coldwave meccanica e ipnotica, con una liricità spenta e morente.