The Dark Side Of The Moon
25 Luglio 2014Sul palco alcuni dei migliori musicisti della scena indipendente italiana faranno le veci di Waters, Mason, Gilmour e Wright, alle prese con gli strumenti dell’epoca, per darne una versione il più possibile fedele all’originale: Alessandro Grazian, Lino Gitto, Gianluca De Rubertis, Giovanni Pinizzotto e una serie di ospiti speciali ancora top secret (ingresso gratuito riservato ai soci). The Dark Side of the Moon fu registrato in due sessioni nel 1972 e nel 1973 negli Abbey Road Studios di Londra. I Pink Floyd usarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate dell’epoca, inclusi la registrazione multitraccia e i loop. In molte tracce si usarono sintetizzatori analogici e, in sottofondo, anche una serie di interviste con la band e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici. Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi, incluso il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in Time. Con 50 milioni di copie vendute, è l’album di maggiore successo dei Pink Floyd e uno dei più venduti della storia, e contiene classici come Time, Breathe, Money, Us & Them, The Great Gig in The Sky. Il disco uscì il 1° Marzo del 1973 negli Stati Uniti, e circa un mese dopo in Inghilterra. Nasce dopo numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd studiarono durante i loro live o registrazioni, ma senza le lunghe parti strumentali che erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l’abbandono nel 1968 di Syd Barrett, membro fondatore e principale compositore e paroliere del gruppo. Tra i temi del concept vi sono inclusi il conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e quello dell’alienazione mentale, ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett.