Strauss e Shostakovich diretti da Luigi Piovano
30 Novembre 2017Metamorphosen – Studio per 23 archi solisti di Richard Strauss, è un intimo e malinconico compianto sulla catastrofe del secondo conflitto mondiale; scritta dall’ottantenne compositore nella dimora bavarese di Garmisch a pochi giorni dal termine della guerra, tra il marzo e l’aprile del 1945, con lo sguardo rivolto alle macerie della Germania (“Sono di umore disperato!”, scrive Strauss in una lettera, “la mia bella Dresda, Weimar, Monaco, tutto distrutto!”), la partitura per organico ridotto di soli archi si compone di un unico movimento organizzato in forma di sonata, nella cui densa scrittura polifonica affiorano richiami alla tradizione musicale tedesca, primi fra tutti i palpabili echi della Marcia Funebre della Terza Sinfonia di Ludwig van Beethoven, sottoposti a una continua e incessante rielaborazione.
Il pubblico potrà non solo di riascoltare, all’indomani del concerto del 1 dicembre, l’esecuzione del brano diretto nuovamente dal maestro Luigi Piovani, ma anche di seguire e apprezzare i particolari della partitura grazie all’analisi condotta dal musicologo Sergio Durante.
Luigi Piovano
Direttore e violoncello solista
Primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, Luigi Piovano per diversi anni ha fatto parte del Quartetto Michelangelo ed è stato primo violoncello del gruppo Concerto Italiano, diretto da Rinaldo Alessandrini. Nel 1999 è stato scelto da Maurizio Pollini per partecipare al “Progetto Pollini” al Festival di Salisburgo, ripreso alla Carnegie Hall di New York, a Tokyo e a Roma. Dal 2000 è regolarmente ospite del Festival di Newport (USA).
Ha tenuto concerti di musica da camera con Wolfgang Sawallisch, Myung-Whun Chung, Alexander Lonquich, Dmitry Sitkovetsky, Leonidas Kavakos, Katia e Marielle Labeque, Nikolay Lugansky, Malcolm Bilson. Dal 2007 suona regolarmente in duo con Sir Antonio Pappano e dal 2009 fa parte del trio “Latitude 41”. Ha suonato come solista con prestigiose orchestre – Tokyo Philharmonic, New Japan Philharmonic, Accademia di Santa Cecilia, Seoul Philharmonic Orchestra – sotto la direzione di direttori come Chung, Pletnev, Boreyko, Menuhin, Bellugi, Renzetti, Payare.
Dal 2002 si dedica sempre più alla direzione: nel 2012 è stato nominato direttore musicale dell’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto, incarico recentemente rinnovato fino a tutto il 2017; dal 2013 è direttore musicale di Roma Tre Orchestra e a partire dallo stesso anno ha avviato una collaborazione stabile alla testa degli Archi di Santa Cecilia. Nel corso del 2014 hanno riscosso entusiastici consensi in diverse sedi italiane, tra le quali il Ravello Festival, che si sono ripetuti nel 2015 e nel 2016 in varie sedi italiane (L’Aquila, Napoli, Festival Pontino, Reggio Emilia, Piacenza) e a Roma in Sala Santa Cecilia, prima con le due Serenate di Dvořák e Čaikovskij, e poi con un concerto dedicato a Rota, Morricone e Piovani, due programmi subito registrati per Eloquentia.
Fra i suoi impegni più recenti come direttore, il debutto sul podio della New Japan Philharmonic Orchestra.
Tra le sue incisioni da solista si ricordano le Sei Suites di Bach (2010), l’integrale per violoncello (2011) e i due Trii di Saint-Saëns (2015), tutti pubblicati per la Eloquentia; come direttore ha invece registrato per la Naxos tre Concerti per pianoforte di Paisiello (2009, solista Francesco Nicolosi), per la Eloquentia le Quattro Stagioni di Vivaldi (2010, solista Grazia Raimondi) e il Concerto per violino di Britten (solista Livia Sohn). Nel 2012 Eloquentia ha pubblicato un CD in cui dirige i Kindertotenlieder e i Lieder eines fahrenden Gesellen di G.Mahler con Sara Mingardo e Musici Aurei, premiato in Francia come miglior CD di Lieder dell’anno.
Suona un Alessandro Gagliano del 1710 e un violoncello a cinque corde William Forster III del 1795.