Steve Swallow
11 Novembre 2014Al fianco dello storico maestro del basso elettrico ci sarà un gruppo di grandi personalità: Chris Cheek al sax tenore, Steve Cardenas alla chitarra, Jorge Rossy alla batteria e, soprattutto, Carla Bley all’organo. Lo Swallow Quintet mischia le carte del groove organistico anni Sessanta e dello swing con una sensibilità interpretativa contemporanea. Maestro indiscusso, anzi, addirittura pioniere del basso elettrico nel jazz: Steve Swallow lo imbraccia dalla fine degli anni Sessanta, quando era membro del quartetto di Gary Burton, agli albori della fusion tra jazz e rock. Prima di allora Swallow (nato nel 1940 nel New Jersey) si era cimentato naturalmente col contrabbasso, legandosi ad alcuni musicisti che assieme a lui avrebbero segnato la storia del jazz d’avanguardia di quel periodo: Paul Bley e Jimmy Giuffre. La sua presenza nei Jimmy Giuffre 3, già nel 1960, gettava le basi per una collaborazione che si sarebbe ripetuta nel corso dei decenni successivi. Ancora in veste acustica, Swallow transita anche nei gruppi di Art Farmer, Stan Getz, George Russell. Poi la svolta elettrica, senza più ritorno al contrabbasso: sul nuovo strumento Swallow trova uno stile personale e sorprendente, scevro dagli influssi rock che accompagnarono l’apparizione dei Fender bass nel jazz sessantottino. Il suo approccio è invece quasi chitarristico, concentrato sul registro superiore dello strumento. Gli anni Settanta furono per Swallow un periodo di ‘transizione’. Alla fine di questo decennio riemerse nuovamente grazie alla collaborazione con Carla Bley, i cui gruppi da allora sono stati il palcoscenico principale di Swallow (senza per altro escludere altre collaborazioni di grande rilievo, come quelle con Paul Motian e John Scofield). Col nuovo millennio Swallow ha continuato una infaticabile attività concertistica, ma sentirlo in veste di leader non è cosa di tutti i giorni: a parte due notevoli trii all leaders (quello con Carla Bley e Andy Sheppard e i We3 con Adam Nussbaum e Dave Liebman), Swallow ha dato vita a un quartetto diventato poi, con l’aggiunta di Jorge Rossy, l’attuale quintetto. Questa ancor giovane formazione, che si avvale di Carla Bley all’organo, ha comunque già lasciato il segno: Into the Woodwork, pubblicato nel 2013 dalla ECM/ExtraWatt.