Richard Galliano
22 Aprile 2013Saranno gli affreschi cinquecenteschi della Sala dei Giganti di Palazzo Liviano ad ospitare Richard Galliano, il fisarmonicista più conosciuto al mondo con il suo spettacolo “Hymne à l’amour” che spazierà dalle musiche Giuseppe Verdi ad Astor Piazzolla, da Nino Rota a Edith Piaf, da Dave Brubeck a Hermeto Pascoal, da Erik Satie oltre a sue composizioni. Unica data in Veneto per un altro grande appuntamento con SacreArmonie, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova all’interno del format Universi Diversi in collaborazione con lo Spazio Gershwin di Padova.
Quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai dovuto incontrare solisti di grande spicco e fosse uno strumento con cui sarebbe stato impossibile swingare, è apparso Richard Galliano a imporre la stessa dignità riservata a tromba e sassofono che sono gli strumenti guida della musica jazz. Ispirato da sincera ammirazione per l’amico Astor Piazzolla, inventore del “Tango Nuevo”, Richard Galliano è riuscito, grazie al suo “New Musette”, a rivitalizzare una tradizione tipicamente francese e che si pensava non avrebbe mai incontrato innovatori. Ormai riconosciuto come solista di eccezione e principale artefice del rilancio a tutto campo della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive, continua ad esplorare un vasto ventaglio di musiche, senza abbandonare né il lirismo che è il tratto fondamentale della sua personalità musicale quando registra le balads di “Love Day” con Gonzalo Rubalcaba, Charlie Haden e Mino Cinelu, né la “French Touch” che gli permette, grazie al trombettista Wynton Marsalis, di proporre una relazione fra Billie Holiday e Edith Piaf.
Richard Galliano è in grado di abbattere le barriere tra i diversi generi musicali grazie ad uno strumento che nelle sue mani si arricchisce di una gamma vastissima di sonorità e va oltre ogni confine. Nel suo spettacolo “Hymne à l’amour” Richard Galliano interpreta, compone ed orchestra musica derivata dal genere “musette”, in cui si mescolano, in apparenza casuale, reminiscenze swing, echi di tango, giri di valzer dei bistrot parigini, l`atmosfera delle ballads alla Bill Evans, l’improvvisazione di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un compiaciuto gusto cromatico figlio della più colta tradizione francese, da Couperin a Debussy a Ravel.