Pat Metheny Unity Band allo Sherwood Festival
12 Luglio 2012Mercoledì 11 luglio i cancelli dello Sherwood si spalancano alle 19, un mondo intero si cela dietro a quelle porte, un vero e proprio universo alternativo dove la Musica regna sovrana: bancarelle, stand gastronomici, ragazzi che girano col sorriso sulle labbra, sembra una piccola Woodstock padovana. C’è grande attesa, in capo a due ore sul Main Stage comparirà Pat Metheny con la sua Unity Band, un efficacissimo esempio di jazz che non porta sulle spalle la contaminazione commerciale, un vero e proprio ibridismo tra le influenze musicali più svariate, in particolar modo la world music sudamericana.
Due ore che volano con grande disappunto dei presenti, le sonorità melodiche pervadono l’aria ed entrano sottopelle, quasi si è incuranti delle nubi minacciose e dei lampi che costeggiano e attraversano lo sfondo blu del cielo. L’evento, organizzato dall’Associazione Miles in collaborazione con il Padova Jazz Festival, ha avuto un successo di pubblico travolgente: citando lo stesso Pat Metheny, l’ascoltatore migliore per la sua musica è proprio l’italiano del Nord – Est, il padovano, abituato a ritmi sofisticati ma allo stesso tempo capace di apprezzare l’incredibile energia che sprigiona dalla chitarra e dall’insieme della band, formata da Chris Potter al sax, da Ben Williams al basso e dal fedelissimo Antonio Sanchez alla batteria. Pat si è esibito con una forza unica senza un attimo di tregua in un mix che raccoglie influenze classiche ed esotiche tra cui anche la musica brasiliana, che fosse da solo o in duetto l’armonia risaltava nitida nell’aria. Il Pat Metheny Group, fondato nel 1977, è l’unico ensemble nella storia ad aver vinto sette Grammy con sette uscite consecutive: la nuova formazione non sarà da meno, i trent’anni dell’esperienza precedente hanno permesso a Pat di spaziare negli esperimenti più alternativi e dare libero sfogo alla sua prorompente creatività. La passione c’era, il grande chitarrista ci metteva l’anima: anche gli ascoltatori meno vicini al palco hanno potuto osservare in diretta le espressioni e i passaggi da una chitarra all’altra, la collaborazione viva tra i membri del gruppo grazie ai due maxi schermi posti a fianco del Main Stage.
Bello, bello, bello… forse il momento è stato reso ancora più memorabile dall’atmosfera, si stava veramente bene. Anche i più insoddisfatti hanno potuto poi svagarsi con lo shopping, da braccialettini colorati alle magliette alternative, c’era tutto. Verrebbe solo da dire, ma che peccato che lo Sherwood stia per finire!
Ricordo gli ultimi due appuntamenti, venerdì 13 con Ascanio Celestini e sabato 14 con i Gogol Bordello. Per chi non è mai venuto ed è curioso sul sito dello Sherwood ci sono interviste, foto e tanto altro ancora, la Sherwood WebTV era sempre presente, con un occhio di riguardo alle grandi personalità che in questo mese si sono alternate sul palco. Da raccontare un domani, solo pochi fortunati potranno dire io c’ero.