Palladin, Dal Bo, Carpentieri

25 Gennaio 2016 By Elena Bottin

Che il jazz non abbia mai reciso lo stretto legame con il blues, lo dimostrano soprattutto gli anni ’50, periodo in cui gospel e rhtyhm‘n’blues si mescolano con il be–bop, e che vede l’affermazione di uno strumento sin lì poco usato, l’organo Hammond, che conferisce una sonorità bluesy al jazz del periodo e caratterizzerà parte della produzione discografica della Blue Note (Jimmy Smith in primis).
L’organ trio sembra essere oggi una delle formazioni meglio in grado di valorizzare il suono caldo e lo swing avvolgente di questo strumento.

Il gruppo rende omaggio alla tradizione e al classico sound dell’organ trio con chitarra (su tutti Jimmy Smith con Kenny Burrell o Wes Montgomery, o Grant Green con Larry Young ed Elvin Jones), ma al tempo stesso cerca di avere uno sguardo rivolto al futuro e tiene conto delle sonorità più moderne, ottenute ad esempio da artisti quali Larry Goldings e il suo oramai storico trio con Peter Bernstein e Bill Stewart.

Il repertorio del gruppo è costituito in parte da composizioni originali, nelle quali si può avvertire il rispetto per la tradizione del jazz, e in particolare della corrente definita hard bop, in cui vengono valorizzati lo swing, il blues ma anche alcuni ritmi latini. A queste composizioni si affianca la rilettura in chiave moderna di noti jazz standard, in cui emerge il continuo interplay fra i tre strumenti, in un dialogo serrato e quasi paritario caratterizzato da grandi contrasti dinamici e sperimentazioni ritmiche.

Davide Palladin
Dopo la laurea in Filosofia si avvicina al Jazz studiando col M° Antonio Cavicchi presso il Conservatorio di Adria, dove si diploma col massimo dei voti.
Approfondisce lo studio del linguaggio jazzistico frequentando per alcuni mesi il “Barry Harris NYC Workshop” presso il Lincoln Square Community Center di New York.
Partecipa inoltre a vari corsi di perfezionamento. Tra tutti: Tuscia Jazz, Siena Jazz International Summer Workshop, e il Bobby Durham’s Jazz Camp di Isola Jazz, dove ha la possibilità di studiare con importanti artisti nazionali e internazionali (E. Cherry, B. Forman, K. Rosenwinkel, G. Fewell, S. Cardenas, L. Loueke, R. Cecchetto, S. Gibellini, E. Basentini, P. Condorelli…)
Frequenta in seguito il biennio di specializzazione in chitarra jazz presso il Conservatorio di Ferrara, sempre col M° A. Cavicchi, diplomandosi col massimo dei voti e la lode.
Attivo prevalentemente nella scena jazzistica, collabora con numerosi musicisti di tutto il Nord-Est e ha avuto modo di esibirsi nelle più svariate situazioni: locali, jazzclub, teatri, festival, grand-hotel…
Ha collaborato inoltre con vari spazi artistici, ed eseguito le musiche per lo spettacolo teatrale “Viaggio Visionario in Viola” (Compagnia Teatrale “Piccola Ribalta” di A. Sterpi) e lo spettacolo di vernissage della mostra LaDivina.com di F. T. Altan.

Nicola Dal Bo
Nato nel 1969, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, conseguendo i diplomi di pianoforte, clavicembalo, didattica della musica ed il diploma accademico di II livello in jazz.
Ha studiato pianoforte jazz con Paolo Vianello, Bruno Cesselli e Paolo Birro, ed ha frequentato per quattro anni i Summer jazz workshop organizzati da Veneto Jazz a Castelfranco Veneto (TV) e Bassano del Grappa (VI) in qualità di traduttore e accompagnatore al pianoforte nelle classi di canto.
E’ docente di Musica nella Scuola secondaria di I grado.
E’ stato pianista presso il Gran Caffè Ristorante Quadri e il Gran Caffè Chioggia di Piazza San Marco a Venezia.
L’attività concertistica lo vede impegnato come organista e pianista in varie formazioni jazz e blues, al fianco dei migliori musicisti del Triveneto.
Ha partecipato ad importanti festival, ed oltre a svariate collaborazioni ed incisioni discografiche come sideman, ha pubblicato come organista i CD Mr. P.G. Organ Trio (Drycastle Records 2007), con Piergiorgio Caverzan; Trio.org (Caligola Records 2011), con Michele Manzo e Massimo Chiarella; Bad Vibes (Caligola Records 2015), con Nevio Zaninotto e Luca Colussi
Collabora, in qualità di pianista e arrangiatore, a vari spettacoli dell’associazione “Teatro dei Pazzi” di San Donà di Piave, diretta dal regista-attore-cantautore Giovanni Giusto.

Enzo Carpentieri
Attivo sin dalla metà degli anni ‘80 suona di frequente con i musicisti italiani Massimo Urbani, Piero Odorici, Sal Nistico e Carlo Atti con il quale continua oggi a suonare; registra in orchestra con Gianni Basso, in ottetto con Franco Cerri, un live dal festival di Novi Sad con Herb Geller; accompagna diversi solisti di passaggio in Italia come Art Farmer, Valery Ponomarev, Tony Scott, Steve Grossman, Jim Snidero, Harold Danko, Vic Juris, Dick Oatts.
Registra diversi cd tra i quali ricordiamo ‘Guest’ – European Music Orchestra (Soul Note) alternandosi alla batteria con Aldo Romano e con solista ospite Kenny Wheeler. Incide Deep Blue Sky con l’Expanding Trio del pianista Greg Burk e con il John Tchicai Lunar Quartet l’abum ‘Look to the Neutrino’. Circular E-motion, che ospita il chicagoano Rob Mazurek, è il gruppo a suo nome con il quale ha registrato l’album Everywhere Is Here.
Creatore di progetti originali e i più diversi tra loro, come Dufay, ispirandosi al compositore fiammingo del rinascimento Guillaume Dufay, o come Dolphiana, un omaggio al caleidoscopico universo musicale di Eric Dolphy.
Tiene concerti in molti paesi europei, in Canada, Australia, Asia, Cina, Indonesia. Si esibisce dal più piccolo dei jazz club ai più grandi teatri: dal Festival jazz di Vancouver a quello di Melbourne, dal Conservatorio di Tashkent al Puppet Theatre di Samarcanda, dal Gedung Kesenian di Jakarta alla Xinghai Hall di Guangzhou, dall’ Academy for Performing Arts di Hong Kong allo Smalls Jazz Club del Greenwich Village e alla City Hall di New York.