I LOUIS MOHOLO-MOHOLO’S FOUR BLOKES
30 Agosto 2019Il Centro d’Arte, storica associazione nata in seno all’Università di Padova oltre 70 anni fa e divenuta in breve tra gli emblemi delle proposte musicali più originali su scala nazionale, confeziona per settembre un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di jazz, ospitando in esclusiva italiana uno dei protagonisti della batteria e delle percussioni declinate secondo uno stile che fonde la tradizione africana con quella afroamericana: Louis Moholo-Moholo. Il musicista sudafricano è atteso nella celebre formazione dei Four Blokes (che oltre a lui comprende Jason Yarde ai sassofoni, Alexander Hawkins al pianoforte e John Edwards al contrabbasso) per martedì 10 settembre alle 21.00 nella sontuosa Sala dei Giganti del Liviano.
In diversi momenti della sua giovinezza, in Sudafrica, Louis Moholo-Moholo era costretto a suonare, se la formazione era mista, dietro la tenda del palco. I neri non si dovevano vedere nel paese dell’apartheid nei primi anni 60. Insieme a lui altri coetanei di talento che nel 1964 con il nome “The Blue Notes” scelsero l’esilio in Inghilterra dopo aver partecipato al festival di Antibes. Fu l’inizio di quell’amalgama naturale con la scena “progressive” britannica che diede vita alla fusione culturale più feconda del jazz di quegli anni. Moholo-Moholo ha suonato le percussioni fin da bambino: dalle orchestrine dei Boy Scouts ai Blue Notes e fino ai gruppi più recenti la sua carriera è stata una corsa a ostacoli che ha raggiunto traguardi sempre più audaci, offrendo un’energia, una personalità e una creatività di livello assoluto. Il suo stile è sfociato in un linguaggio jazzistico libero e avventuroso, mantenendo ben saldo il legame con la tradizione sia africana che afroamericana. Il suo nome è presente in una lista infinita di gruppi, sia come collaboratore che come leader. Dopo aver partecipato ad un tour argentino con Steve Lacy (1966), Moholo-Moholo si unisce all’amico pianista Chris McGregor per dar vita ai Brotherhood of Breath, tra le compagini più importanti degli anni 70. In seguito suona con Mike Osborne, Elton Dean, Keith Tippett, Harry Miller, Dudu Pukwana. Nel 1978 guida un’altra band straordinaria, gli Spirits Rejoice; e nei primi anni 90 fonda Viva la Black!, vivido esempio di rivendicazione culturale e politica, gruppo con il quale torna dopo molti anni in Sudafrica, dopo la fine della segregazione. Intanto ha modo di duettare con Peter Brtzmann, Cecil Taylor, Wadada Leo Smith. In questi ultimi anni, Moholo-Moholo ha continuato un’attività molto intensa, spesso concentrata nei Four Blokes (o talora Five Blokes, quando vi partecipa il sassofonista Shabaka Hutchings). È un gruppo in cui il maestro saggio guida un nucleo di musicisti giovani, ma già di primissimo piano nella scena jazz mondiale. E se il pubblico del Centro d’Arte ha già avuto modo in diverse occasioni di conoscere Alexander Hawkins (pianoforte) e John Edwards (contrabbasso), uno spazio particolare nei Four Blokes è rivestito dal sassofonista anglo-caraibico Jason Yarde. Dopo un apprendistato con i Jazz Warriors (dove militava l’allora assai noto Courtney Pine), Yarde si è dedicato ai più diversi generi musicali, privilegiando il jazz e l’improvvisazione. Accanto a Moholo-Moholo ha maturato una forte personalità che lo ha condotto a sperimentare in molti progetti, ultimo dei quali l’importante “Windrush Suite”, incentrato sull’eredità culturale della schiavitù e delle migrazioni durante l’imperialismo britannico, che ha debuttato al Barbican di Londra lo scorso anno. La musica dei 4 Blokes riecheggia l’intera carriera di Louis Moholo-Moholo, tra spirito innodico e free senza barriere.
LOUIS MOHOLO-MOHOLO’S FOUR BLOKES
MARTEDÌ 10 SETTEMBRE ORE 21.00
SALA DEI GIGANTI AL LIVIANO, PADOVA
ESCLUSIVA NAZIONALE
Interi € 12
Ridotti (riduzioni di legge e studenti) € 5
Studenti Università di Padova € 1