Luca Ferraris Duo
24 Settembre 2012Luca Ferraris nasce a Pordenone all’inizio degli anni Ottanta. Figlio di immigrati napoletani, cresce nella piccola Torino del nordest facendo spola tra Pordenone e Napoli e nutrendosi di cultura partenopea. Assimila visceralmente brani della tradizione classica napoletana, dalle tammurriate a Roberto Murolo ma in particolar modo Renato Carosone. Non prende lezioni di musica ma, dall’età di cinque anni, passa il suo tempo al pianoforte di casa usandolo come un giocattolo. Approfondisce l’aspetto musicale suonando la batteria all’età di undici anni con diversi gruppetti musicali “da garage” per arrivare a suonare negli anni padovani dell’università con il trio strumentale post-rock Victor Young, dove oltre alla batteria esegue brani con sintetizzatori analogici. A questa esperienza segue una lunga pratica musicale da strada come percussionista, esperienze busker che lo portano a viaggiare principalmente in Europa. L’esperienza e la collaborazione prolungata con musicisti di strada di etnia rom dà inizio al progetto musicale Sucar Rom, collettivo variabile di canzoni tradizionali zingare dove i componenti fissi sono Luca Ferraris al darbuka e il virtuoso fisarmonicista rumeno Costel Budescu. Negli anni in cui è attivo come percussionista/batterista porta comunque avanti la sua intima ed introspettiva produzione cantautorale e polistrumentistica dando vita nel 2008 al disco Un passante che viene autoprodotto, autocomposto e autosuonato nella claustrofobica camera del suo appartamento padovano. I numerosi viaggi che Luca fa dal 2000 in diverse parti del mondo (Europa, Est Europa, Asia, Nord Africa, Centro America, Sud America e Cuba) arricchiscono e contaminano le composizioni musicali di suoni e richiami esotici e fanno sì che, seppure intimista e sperimentale, Un passante suoni già come una sorta di diario di viaggio, dove i testi, suggestivi e visionari, toccano alti momenti poetici e risvegliano episodi senza luogo e senza tempo. Al lancio del primo disco segue una lunga esperienza in Perù dedita ad approfondimenti antropologici documentaristici sul tema dello sciamanismo. Luca Ferraris si arricchisce ulteriormente di suoni, musiche ma soprattutto di parole. Nasce così l’idea di semplificare il genere e rifarsi, come già il suo approccio partenopeo gli portava a fare, ad uno stile di musica meno introspettivo e lunare ma più semplice, solare e popolare. Si concretizza ancora più mirata e consapevole l’idea di dare vita ad un vero e proprio diario musicale di viaggio che raccolga testi e musiche scritte in luoghi del mondo completamente differenti. Nasce così Viaggi senza ritornello, seconda tappa dell’iter cantautorale di Luca Ferraris, un album ironico e tragico, poetico e riflessivo in cui ogni brano porta un doppio titolo: quello della canzone e quello della città dove è stata scritta o concepita. Il disco è un attento e reale sguardo sul mondo, una lucida riflessione sulla dignità umana e la sua battaglia contro lo spersonalizzante avvento del progresso. Da Praga a Marrakech, dal Messico al Perù, da Napoli a Padova, le canzoni descrivono momenti vissuti in prima persona, reali e partecipati, e raccontano un mondo fatto di piccoli esseri umani, di grandi dignità, di umane debolezze e grandi mostruosità, ribadendo l’uguaglianza assoluta tra i caratteri che popolano il mondo e il loro solidale gioire e soffrire. L’album si arricchisce di contaminazioni musicali che spaziano dalla musica latina a quella locale, da quella cubana a quella klezmer, da quella balcanica a quella jazz, dal folk locale a quello della tradizione zingara, dalla musica tradizionale napoletana a quella araba. Nel disco suonano musicisti affermati della scena italiana quali: Riccardo Marogna (clarinetto dei Bube Sapravie, degli A.I.R.E. e della Piccola Bottega Baltazar), Sergio Marchesini (Fisarmonica e pianoforte della Piccola Bottega Baltazar), Leo Virgili, Stefano Bragagnolo e Predrag Pijunovic dei balcanici Radio Zastava, il cubano Pedro Almanza (già congassero di Jovanotti e Piero Pelù), il trombettista jazz Alessandro Garau, il salentino Marco Pellegrino (fisarmonica e tammorra dei salentini Picari), il virtuoso chitarrista marocchino Akram Chakir, Enrico Pellegrino (chitarrista dei Victor Young), il batterista/percussionista Marco Bonutto, Giulio Gavardi (chitarrista dei d.ples), Thomas Callegaro (violinista e polistrumentista del folk messicano degli Almudena) e il contrabbassista Pietro Sconza (già bassista della band Burkina lounge). Partecipano inoltre con dei featuring il cantautore bolognese Mirco Menna (già voce del calabrese Parto delle Nuvole Pesanti dopo Peppe Voltarelli), l’affermato pianista pordenonese Remo Anzovino e l’anziano busker inglese Victor L.C. Young.