Le Variazioni “Goldberg”
13 Dicembre 2013Sarà presentata l’Aria con diverse variazioni per clavicembalo a due manuali, opera più nota sotto il nome di Variazioni Goldberg. Roberto Loreggian dopo aver conseguito, col massimo dei voti, il diploma in organo e in clavicembalo, si è perfezionato presso il Conservatorio di L’Aja (NL) sotto la guida di Ton Koopman.
La sua attività lo ha portato ad esibirsi nelle sale più importanti: Parco della Musica – Roma, Sala Verdi – Milano, Hercules saal – Monaco (D), Teatro Colon – Buenos Aires, Kioi Hall – Tokyo… per i più importanti festival: MITO, Sagra Malatestiana, Festival Pergolesi Spontini, Accademia di Santa Cecilia, Serate Musicali… collaborando sia in veste di solista che di accompagnatore con numerosi solisti ed orchestre, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra da camera di Mantova, Orchestra di Padova e del Veneto, I Virtuosi Italiani, L’arte dell’arco, I Barocchisti…
Ha registrato numerosi CD per case discografiche quali Chandos, Tactus, Arts… segnalati dalla critica internazionale. Sta registrando attualmente l’integrale della musica di G. Frescobaldi per l’etichetta Brilliant vincendo con il I volume il “Premio Nazionale del Disco Classico 2009”.
Le registrazioni dedicate alla musica per clavicembalo di B. Pasquini (Chandos-Chaconne) e di G.B. Ferrini (Tactus) sono risultate vincitrici del “Preis der deutschen Schallplattenkritik”.
Insegna presso il Conservatorio “C.Pollini” di Padova.
L’opera in programma, composta da Bach tra il 1741-45, consiste in un’aria seguita da trenta variazioni. Secondo il primo biografo di Bach (Johan Nikolaus Forkel), quest’opera sarebbe stata scritta per soddisfare il conte Hermann Carl von Keyserling e allievare le sue ripetute insonnie facendo suonare qualche pezzo dal suo cembalista Johann Gottlieb Goldberg.
”Una volta il Conte disse a Bach che gli sarebbe molto piaciuto avere da lui alcuni pezzi da far suonare al suo Goldberg, che fossero insieme delicati e spiritosi, così da poter distrarre le sue notti insonni. Bach concluse che il miglior modo per accontentare questo desiderio fosse scrivere delle Variazioni, un genere che fino allora non aveva considerato con molto favore per via dell’armonia di base, sempre uguale. Sotto le sue mani, anche queste Variazioni divennero modelli assoluti dell’arte, come tutte le sue opere di quest’epoca. Il Conte prese a chiamarle, da allora, le “sue” Variazioni. Non si stancò mai di ascoltarle e, per lungo tempo, quando gli capitava una notte insonne, chiamava: “Caro Goldberg, suonami un po’ le mie Variazioni”. Mai Bach fu ricompensato tanto per un’opera come in questo caso: il Conte gli diede in dono un calice pieno di 100 Luigi d’oro. Ma tale opera d’arte non sarebbe stata pagata adeguatamente nemmeno se il premio fosse stato mille volte più grande”