Il Magnificat di Bach – Prima assoluta a Padova
19 Marzo 2015Un evento unico e straordinario per la città di Padova perché è una prima assoluta quella del Magnificat di Bach nella nostra città proposta in occasione della 3° Giornata Europea della Musica Antica. Il concerto è organizzato dal Conservatorio Pollini in collaborazione con l’associazione Borgo Altinate e tale scelta musicale proietta Padova tra le più fervide città culturali Europee poichè sabato proporranno programmi speciali e unici per celebrare questa Giornata della musica antica. Si tratta di due capolavori della letteratura musicale di ogni tempo che rappresentano un importante banco di prova per le produzioni artistiche del Conservatorio e per la nuova compagine diretta dal M. Faldi, specialista nell’interpretazione della musica barocca. Quello del Magnificat, forse una delle più grandi sintesi del cristianesimo, è un testo ricchissimo in cui si susseguono in pochi versi parole che descrivono le più diverse sfumature della fede: abbandono ed esultanza, umiltà, rendimento di grazie
Nella sua cantata del 1723 (rivista nel 1733) Bach prende singolarmente ogni immagine di questo testo costruito sui contrasti, e vi cesella intorno un numero musicale a misura del suo particolare valore espressivo. Ne esce una successione di brani brevi e densissimi, in cui si passa dall’allegria esultante del concertato iniziale (in cui sentiamo gli echi del periodo che Bach si era appena lasciato alle spalle: quello della musica da camera e dei Concerti Brandeburghesi) alla gioia raccolta e infantile dell’ Et exultavit, dai complessi madrigalismi del tenore nel sostenutissimo Deposuit alla melodia semplicissima, quasi popolare, dei due flauti che accompagnano in Esurientes, fino al siderale e visionario Suscepit Israel, in cui il contrappunto di voci femminili e strumenti suggerisce una riflessione dolce e sofferente sul rapporto fra misericordia divina e coscienza del peccato. Non mancano i grandi momenti d’insieme, come il Fecit potentiam in cui la potenza di Dio è una melodia incisiva e squillante che disperde le linee vocali precipitose e confuse dei superbi. Né mancano le costruzioni musicali eccezionali, come il bellissimo Omnes generationes, un tutti concitato che irrompe nel bel mezzo di un’aria sofferta e introspettiva del soprano e ne soffoca la conclusione in un tumulto di moltitudini irrequiete, anche grazie al carattere ossessivo del tema e all’effetto moltiplicativo delle voci dato dalla frequenza e dall’accavallarsi delle entrate in stretto. Completa il programma la Suite Orchestrale n. 2 in Si minore per flauto, archi e basso continuo, appartenente a un genere di intrattenimento molto in voga nella Germania del primo Settecento.