Il jazz d’estate ai Giardini dell’Arena: “Pollini in Jazz”
13 Giugno 2023Note jazz colorano l’estate padovana ai Giardini dell’Arena: insieme alla bella stagione torna immancabile l’appuntamento con “Pollini in Jazz”, terza edizione della rassegna all’aperto – ambientata nei suggestivi spazi verdi dietro alla Cappella degli Scrovegni – frutto dell’affiatata collaborazione che vede allineati il Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova e le associazioni culturali Fusmart Mutaforma APS e Mame Arci APS.
Il cartellone 2023, affidato nuovamente alla sapiente direzione del prof. Michele Polga, docente di Saxofono e coordinatore della sezione Jazz del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali dell’Istituto, dopo due edizioni che hanno guardato rispettivamente ad ospiti della scena internazionale (2021) e di quella nazionale (2022) decide di esibire i talenti “di casa”, tutti nomi di fatto al fianco dei più grandi, mettendo in luce la qualità del Dipartimento: la volontà precisa del terzo anno di “Pollini in Jazz” insomma è proprio questa, dare risalto non a guest star ma alle “star” che insegnano in Conservatorio, oltre che ai migliori studenti.
Quattro le serate in programma, ciascuna con temi conduttori, sonorità e repertori in grado di tracciare un ritratto dei principali volti del genere musicale più “polimorfo” che esista, anticipate giovedì 29 giugno da una speciale doppia “Preview”: alle 21.00 andrà in scena “The Second Crash”, progetto a cura del chitarrista trevigiano Dario Volpi che chiama in formazione Otello Savoia, al contrabbasso, e Franco Dal Monego, alla batteria, per dar vita ad una memorabile performance improvvisativa; alle 22.00 un altro trio, composto da Kathya West (voce), Alberto Dipace (pianoforte) e Danilo Gallo (contrabbasso), che con “The Last Coat of Pink” rivisiterà il periodo “classico” dei Pink Floyd attraverso brani immortali, enfatizzando le atmosfere oniriche e la “spazialità” della musica.
Il festival “Pollini in Jazz” aprirà quindi ufficialmente venerdì 30 giugno e fino a lunedì 3 luglio – con un doppio set alle 19.30 e alle 21.00 (tranne sabato 1 luglio, concerto unico alle 21.00) – avrà ogni giorno sul palco (riposizionato per offrire una migliore esperienza a pubblico ed artisti) un concerto a cura degli studenti e un altro con formazioni guidate dai docenti del Conservatorio. In tutto 7 gruppi e 48 jazzisti che trasformeranno i Giardini dell’Arena nello scenario più “cool” delle notti estive cittadine.
Si comincia dunque il 30 giugno alle 19.30 con Perla Palmieri, voce, Giuseppe Dato, piano, Davide Trentini e Simone Bortolami, chitarra, Denis Bianco e Riccardo Di Vinci, basso elettrico, e Max Verrillo, batteria: ad inaugurare la rassegna saranno gli studenti del Biennio che stanno per completare il proprio percorso, si tratta di una formazione aperta che in tutte le combinazioni affronta un jazz piuttosto moderno.
Alle 21.00 seguirà il concerto del Marcello Tonolo Sextet con il programma “Italian standard”: Tonolo, titolare della cattedra di Pianoforte jazz al “Pollini”, nonché nome di primo piano del movimento jazzistico italiano, ha creato questo gruppo con una serie di allievi molto bravi; il repertorio si basa sulla rilettura di composizioni di musicisti italiani con cui il pianista ha collaborato. Suonano: Tonolo, piano, Irene Lovato, voce, Antonio Macchia, tromba, Tommaso Bullo, sax, Federico Lincetto, contrabbasso, Verrillo, batteria. Sabato 1 luglio la serata prenderà il via alle 21.00 con la Pollini Big Band, orchestra nata da pochi mesi, diretta dal docente di Composizione jazz Cristiano Arcelli, che vedrà pure il featuring di Max Ionata, docente di Tecniche di Improvvisazione Musicale al “Pollini” nonché uno dei sassofonisti italiani più richiesti della scena jazz contemporanea: ampia la sua discografia e celebre il duo che forma con il pianista Dado Moroni. La scaletta di brani che verranno eseguiti rimanda alle big band che hanno fatto la storia. Pollini Big Band: Bullo, Antonio Spagnolo, Francesco Socal, Leonardo Pianoforte, Pietro Ruperti, Giulio Dalla Mora, sassofoni, David Boato, Macchia, Mattia Miricola, Sebastiano Gobbo, Pamela Catucci, trombe, Felicia Porter, Paolo Mancini, Giulio Tullio, trombone, Dato, piano, Bortolami, chitarra, Augusto Veronese, contrabbasso, Luca Roveran, batteria. Feat. Max Ionata. Arcelli, direzione.
Domenica 2 luglio si esibirà prima (ore 19.30) l’Edoardo Cian Quartet, con Cian, chitarra, Dario Ponara, vibrafono, Alessio Zoratto, contrabbasso, Francesco De Tuoni, batteria: saranno proposti arrangiamenti originali di alcune delle composizioni più celebri del chitarrista brasiliano Toninho Horta che ha influenzato generazioni di musicisti appartenenti al mondo del jazz, primo fra tutti Pat Metheny. Il concerto successivo (21.00), “Rememberin’ Miles”, sarà un tributo ai due grandi quintetti di Miles Davis – quello con John Coltrane e l’altro con Wayne Shorter, ai sassofoni – che ripercorrerà queste due “anime sonore” attraverso cui si è espresso il genio di Davis. A cura del David Boato Quintet, con Boato, tromba, Robert Bonisolo, sax, Luca Mannutza, piano, Lorenzo Conte, contrabbasso, Matteo Rebulla, batteria. Ultima giornata lunedì 3 luglio che avrà in apertura, alle ore 19.30, un gruppo di studenti particolarmente talentoso del primo anno del Triennio, preparato dall’insegnante di Pianoforte jazz Simone Graziano. Francesca Suma, Romni Scoma e Lorenzo Maraga, voce, Giacomo Colosso, piano, Carlo Stocchi, chitarra, Federico Lincetto, contrabbasso, e Luca Roveran, batteria, rappresentano l’“anima giovane” del jazz del “Pollini”. L’ensemble offrirà una setlist interamente a firma di Herbie Hancock. Una delle particolarità del gruppo risiede nell’aver inserito la voce, sia femminile che maschile, su brani nati per essere eseguiti esclusivamente in via strumentale.
Chiude la manifestazione (21.00) il concerto della Pollini Jazz Faculty Band, ossia un “supergruppo” composto totalmente da docenti del Dipartimento: Veronica Farnararo, voce, Crisitiano Arcelli, sax alto, Max Ionata e Michele Polga, sax tenore, Simone Graziano, pianoforte, Marc Abrams, contrabbasso, e Davide Ragazzoni, batteria. I musicisti si combineranno in varie formazioni, in una curva dinamica piuttosto varia dal trio al settetto, naturalmente anche con parti d’insieme (in entrata e chiusura). Ci saranno momenti dedicati alla voce, altri al sassofono, altri ancora al trio con il pianoforte. Il repertorio andrà dall’hard-bop alla musica brasiliana e al jazz più contemporaneo, senza trascurare la tradizione. I concerti sono ad accesso gratuito (con offerta libera). Le sedute sono ad esaurimento posti. Ingresso da via Porciglia. Sarà presente un servizio food and beverage. In caso di pioggia i concerti si terranno all’Auditorium Pollini.