I Solisti Veneti in concerto

17 Novembre 2016 By Elena Bottin

“Luci del futuro” si intitola il “Concerto della Domenica” de “I Solisti Veneti” diretti da Claudio Scimone in programma domenica 20 novembre 2016 alle ore 11 in Padova nell’Auditorium Pollini.
Il concerto vedrà infatti protagonisti, congiuntamente ai popolarissimi “Solisti” i giovani solisti dell’Accademia de “I Solisti Veneti” che la Fondazione G.E. Ghirardi Onlus organizza annualmente nella storica cornice della Sala della Chitarra della Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, Master Class con cui “I Solisti Veneti” comunicano ai più validi solisti delle giovani generazioni la loro tradizione di ricerca e di interpretazione della musica veneta dei secoli d’oro.
Con meritoria iniziativa, agli allievi della master class sono state per il secondo anno destinate tre importanti borse di studio da € 1.000,00 ciascuna dal Rotary Club Padova che sono state assegnate all’ormai affermatissimo sedicenne “virtuoso” del violino Teofil MILENKOVIC (che eseguirà nel concerto “I Palpiti” di Paganini), alla violinista Chrystelle CATALANO (che eseguirà di Ysaÿe il “Caprice d´aprés l´Etude en forme de Valse” di Saint-Saëns) e alla quattordicenne violoncellista Elisa FASSETTA (“Allegro appassionato” di Saint- Saёns).
La “PROLIBER” ha quest’anno destinato alla Master Class una borsa di studio di pari importo che verrà assegnata alla contrabbassista Valentina CIARDELLI che eseguirà la “Fantasia sulla Sonnambula” di Bottesini.
I tre principali strumenti ad arco appaiono così come un´esaltazione del grande solismo virtuosistico, di ieri, di oggi, ma soprattutto di domani grazie a giovani talenti nei quali già riluce la bellezza musicale del futuro!
Prima delle acrobatiche esecuzioni dei giovani premiati “I Solisti Veneti” e gli allievi dell’Accademia eseguiranno insieme il massimo capolavoro di Bela Bartòk, il “Divertimento per archi”, opera di scatenato “virtuosismo collettivo” con cui nel 1939 il grande compositore, usando, come sua abitudine, temi della tradizione popolare ungherese, dà voce ai drammatici sentimenti dell’ umanità all’inizio del secondo conflitto mondiale .