From Hell to Heaven: la Divina commedia

11 Giugno 2012 By Alessandra

America Latina, Bielorussia, Canada, Russia, USA e… per finire Italia! Il XXII International Music Meeting organizzato dall’Orchestra Giovanile del Veneto con la collaborazione dell’Accademia Internazionale della Cultura e delle Arti ha chiuso in bellezza con From Hell to Heaven, opera rock ispirata alla Divina Commedia composta da Andrea Bezzon, valente musicista e virtuoso del pianoforte. Sabato 9 giugno ha giocato in casa, Campodarsego intera è venuta a rendere omaggio al suo cittadino, la sala del teatro Alta Forum presso il Centro Congressi era gremita di gente.

 

Le tinte beige del teatro sono scomparse, prevaleva la scenografia di Matteo Guarnieri, le sue immagini dinamiche del viaggio di Dante ispirate all’artista Gustav Doré sono uno spettacolo di trascendenza, fuoco e fiamme o beatitudine celeste. Sotto la regia di Carlo Zaja che ha curato anche la coreografia di luci, sul palco ha suonato la rock band Last Dream composta da Bezzon, Andrea “Urpilo” Guarnieri (la sua chitarra era inconfondibile), Giulio Farigliosi, Loris Peltrera al basso e Francesco Del Zoppo. Ad accompagnare questa esplosione di musica rock (gli arrangiamenti sono a cura di Fabrizio Castania) un quintetto di archi, previsto per la light version dell’opera sinfonica. Il Silver Quintet offre solo un assaggio di come abbia potuto essere il concerto con i 40 membri della Silver Symphony Orchestra così come si è svolto durante il tour: tanto basta per rendere l’idea di smarrimento e angoscia che pervadono Dante all’ingresso della “selva oscura”, la paura provata di fronte alla figura infernale di Lucifero, la bellezza lontana di Beatrice che non corrisponde l’amore di Dante, gli incontri paradisiaci con San Pietro, Maria e per finire Dio, il concerto si conclude con un Pater Noster musicato, il finale Amen sancisce la fine del sogno.

 

Le varie musiche erano intervallate da una voce narrante, quella di Brunero Barbassi, che leggeva i testi scritti appositamente per il progetto da Luca Olivieri: ecco, una piccola guida ci voleva, ma il passaggio dalla poesia di Dante alla prosa e al monologo per me faceva perdere un po’ di efficacia alla forza complessiva dell’opera, bastavano due versi danteschi di introduzione ad ogni emozione musicata. L’attenzione dello spettatore così era un po’ inframmezzata, e durante l’esecuzione la gestualità di Barbassi che mimava Caronte o altri personaggi del viaggio di Dante confondeva un po’ e distraeva. In ogni caso bella voce, molto espressiva. I cantanti hanno eseguito vocalizzi, e a parte le canzoni di apertura e chiusura si sono limitati ad accompagnare la musica dell’anima.

 

Tra il pubblico mancavano i giovani. E dire che è un’opera rock!
Peccato, speriamo che possa coinvolgere un numero maggiore di persone in futuro, il lavoro c’è ed è buono, un bellissimo viaggio. Luminoso.