Doctor Luther
17 Aprile 20151510, Lutero, monaco agostiniano, è a Roma a rappresentare il capitolo di Erfurt in merito a una disputa teologi- ca su cui si chiedeva l’arbitrato del papa, il sanguigno e bellicoso Giulio II della Rovere.
Ignorava l’ingenuo frate tedesco che questo soggiorno avrebbe rappresentato una frattura storica, destinata a sconvol- gere l’intero continente europeo.
L’arte rinascimentale e i resti archeologici dell’Urbe avevano suscitato la sua indifferenza, mentre la sfacciata corruzione, l’immoralità, l’ignoranza dei preti, la simonia e il fasto lussurioso della gerarchia ecclesiastica ne provocarono una profonda frustrazione. Là nella Babele romana abitava l’anticristo e soltanto con la diretta guida delle Sacre Scritture si poteva recuperare la purezza dei Vangeli.
Dopo un mese di desolanti rivelazioni, Lutero ritorna in Germania con la ferrea determinazione del “Los Von Rom” (via da Roma) per liberare, nel segno della fede evangelica, i veri credenti ancora incontaminati dalla peste papalina. Un nuovo cristianesimo da ricostruire sulla libertà per ogni uomo di leggere e interpretare i testi ispirati da Dio.
Nella seconda parte, Lutero è al termine della vita. Ha trionfato sulla corrotta gerarchia vaticana, ma va riflettendo, nell’apparente pace familiare di Eisleben, sul tributo di sangue che le masse contadine, condotte da Müntzer, pagarono per i suoi opportunismi; sul suo viscerale antigiudaismo, sul reciso rifiuto di fronte alle straordinarie scoperte scientifiche (Copernico) e sulla dogmatica difesa della predestinazione.
Intanto le forze della restaurazione cattolica si organizzano: si apre il sipario sul Concilio di Trento.
Adattamento e regia Roberto Caruso
Musiche originali Oliviero De Zordo
In scena
Marco Bettin, Marco Capurso,
Claudia Dellisanti, Marta Freddi,
Valentina Marini, Francesca Marzotto,
Valentina Puato, Francesca Tauro,
Francesca Zava, Valentina Zilio
Ideazione e realizzazione costumi
Francesca Zava, Maria Baldon
Note di regia
Lutero espone il resoconto di un’esistenza descrivendone i moventi, religiosi e umani, evocando immagini, presenze misteriose e visioni mistiche.
Proprio con l’immaginazione, il protagonista reagisce ai ricordi e alle questioni che, prepotentemente, lo aggrediscono.
La reazione visionaria rinnova teorie e parole trasformandole in una suggestione di forme, arie e moti, evocati dalla rimembranza.
Un rito, al contempo, iniziatico e terminale, scandito dai passi di un sonoro cerimoniale che si fa appassionato racconto.
Roberto Caruso, regista e attore, ha lavorato con diverse compagnie nazionali e diretto spettacoli presentati nel corso di manifestazioni nazionali e internazionali. Conduce seminari e laboratori teatrali presso enti e scuole, realizza progetti nell’ambito della promozione socioculturale.
Paolo Zanetti, docente di filosofia e storia, studioso e autore di ricerche storiche con particolare attenzione al medioevo e all’età moderna in Friuli.
Oliviero De Zordo, pianista, polistrumentista, compositore e docente di composizione. Nei suoi lavori ha frequentato svariati generi, incluse musiche per film e per teatro. Le musiche originali per “Doctor Luther”, negli stili “antico” e “moderno”, composte per l’integrale di “Los Von Rom”, pubblicate in CD audio, riadattate
per la versione teatrale, creano un particolare pathos nello svolgersi del racconto.