Concier di testa
30 Novembre 2016Un ensemble di 22 musicisti provenienti dal Veneto, dal Trentino e dall’Alto Adige- Südtirol, un antico manoscritto di danze popolari, un repertorio di oltre 100 brani della tradizione dolomitica e alpina, e un nome, “CONCIER DI TESTA”, che evoca tutto il fascino di un patrimonio musicale inedito: è questo il nuovo progetto dell’Orchestra Popolare delle Dolomiti che, dopo la pubblicazione dell’album “Concier di testa. Ballabili e canzoni dai Monti Pallidi”, si prepara a sbarcare al Teatro Ferrari con uno spettacolo dal vivo che è al tempo stesso un concerto trascinante e un’importante operazione culturale. L’appuntamento è per sabato 3 dicembre (ore 21) all’interno del cartellone “STAGIONE PRIMA – IL TEATRO PER TUTTI”, curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Camposampiero con il sostegno di Fondazione Antonveneta e in collaborazione con Associazione Culturale Mouge e Premio Camposampiero di Poesia Religiosa.
Tutto è iniziato nel 2011 con il ritrovamento nel Cadore di un manoscritto contenente 115 melodie inedite di danze popolari, a cui si sono aggiunti altri tre quaderni provenienti da famiglie cadorine emigrate in America del Nord tra ‘800 e ‘900, scritti dai musicisti delle tante orchestrine che nella prima metà del XX secolo popolavano la vita dei paesi dell’area alpina e prealpina del Nord Italia. È stato così riportato alla luce un repertorio di trascrizioni dai nomi a volte curiosi – “berlingozza”, “pia”, “bettina” e, appunto, “concierditesta” – in cui regna sovrano il valzer accanto a balli di origine molto più antica come le monferrine, la quadriglia, il galop, la villotta, il varsovien, la sottis, la gavotta. Un patrimonio che l’associazione culturale Atelier Calicanto ha voluto condividere con 9 gruppi tra i più rappresentativi nell’ambito della musica tradizionale dell’arco alpino: Abies alba, Altei, Bandabrian, Calicanto, Compagnia del fil de fer, Mideando String Quintet, Pasui, Quartetto Neuma e Zephyros. Nasce così l’Orchestra Popolare delle Dolomiti, che in quest’opera di valorizzazione è sostenuta da una rete di musicisti, ricercatori, didatti e liutai che da anni operano nelle realtà geografiche di appartenenza.
Un ensemble di plettri, archi, fiati, percussioni, organetto e voci che, sotto la direzione del polistrumentista, compositore e improvvisatore dei Calicanto Francesco Ganassin porterà in scena una ricca selezione di melodie tratte dai manoscritti cadorini e arrangiate per l’occasione in forma di suite: motivi strumentali legati ai diversi territori, canzoni ed episodi narrativi come “Guarda la luna” o “Ponte de Priula”, brani classici come “La Pastora” e altri d’autore d’autore come “Stelutis Alpinis”.