Cleo T (FRA)
4 Dicembre 2013Chissà cosa penserebbe Nick Cave della francese Cleo T e del suo esordio Songs Of Gold And Shadows. Lui che di gotico/romantico se ne intende (vedi alla voce Murder Ballads), apprezzerebbe forse un disco (e una copertina) di barche e salici piangenti, laghi e bianco e nero in controluce. O magari potrebbe affezionarsi a una voce che dall’ultima PJ Harvey raccoglie l’eredità più folk (autoharp compresa), pur mediandola con le vette commoventi di una Josephine Foster. Di certo esalterebbe il lavoro del John Parish produttore del disco, abile nel rimarcare un suono che tra pianoforte, ottoni, chitarre, contrabbasso, violoncello, theremin riesce a costruire un immaginario obliquamente bucolico e inquieto.
Il disco vive di ballads languide come l’iniziale I Love Me I Love Me Not e di certe We All figlie di Let England Shake, di una Columbine che recupera Tori Amos e di una Song To The Moon che lascia spazio a un valzer sbracato da cabaret, di una Trista Stella stentata nell’italiano ma estremamente poetica nei toni e di una Little Girl Lost che col suo gospel per voce/clapping hands rimanda al classico John The Revelator. Momenti da cui scaturisce una dimensione melodica atemporale, malinconica e arrangiata, non troppo distante dall’Antony più trasognato ma anche imparentata con la poetica decadente dei Tindersticks.
Troppo? Crediamo di no, anche perchè non v’è traccia di retorica negli spartiti e il trasporto è genuino. Tanto che ci viene da pensare che il qui presente esordio – uscito in Francia nel 2011 e da noi solo ora grazie a Macaco Records – sia solo il primo passo di una parabola artistica potenzialmente in crescita. (Recensione da SentireAscoltare)