Buzzy Lao – Matteo Gobbato – Nicola Lotto

15 Febbraio 2018 By Silvia Antonello

L’Associazione Culturale Khorakhanè e Laboratorio Culturale I’M presentano una serata per gli amanti del blues, del cantautorato e delle sonorità acustiche.

Si esibiranno dal vivo:
Matteo Gobbato: guitar fingerstyle
Nicola Lotto: cantautorato
Buzzy Lao: blues cantautorato

Matteo Gobbato intraprende lo studio della chitarra fingerstyle nel 2006. Nel 2011, dopo 5 anni di studio intenso sullo strumento, autoproduce il suo primo album dal titolo Girovagando contenente 9 tracce inedite. Nel 2012 è finalista al premio Miglior chitarrista emergente – New sound of Acoustic Music indetto dall’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana. Nel 2012 diventa Taylor Guitar Artist e ad oggi collabora attivamente con la famosa casa americana.
Nel 2014 produce in collaborazione con Taylor Guitars e LR. Baggs il suo secondo album di pezzi originali A window to somewhere la cui open track Cabio 66 viene pubblicata nel canale Youtube della famosa etichetta discografica canadese Candyrat Records.

Nicola Lotto è un cantante e chitarrista padovano che propone un cantautorato minimale ed intimo sporcato dal ruvido suono di una chitarra irriverente.

Dopo più di 100 date in giro per l’Italia con il suo disco di debutto Hula, Buzzy Lao raggiungerà prima di un tour in solo, che lo vedrà impegnato in molte città italiane ed europee. Buzzy Lao è un artista torinese che unisce nella sua musica neo-blues, contaminazioni black e cantautorato taliano, immancabilmente accompagnato sul palco dalla particolare chitarra Weissenborn.
Dicono di lui:
..Buzzy Lao è un artista autentico, lo si capisce immediatamente. Difficile sentire qualcosa del genere in Italia.” (Rockerilla)

“..sa alternare dolcezza a grinta, mescolare le ritmiche reggae al blues più accattivante e condire il tutto con testi sinceri e spontanei. Buzzy Lao colpisce.” (Music Coast to Coast)

“..un cantautore dalla spiccata vena blues abituato alle esperienze internazionali, un bluesman di ultima generazione..”. (La Stampa)