Artetika

10 Giugno 2013 By Elena Bottin

Etnologico, antropologico, etnografico, sociologico… termini con cui spesso negli ultimi anni ci siamo dovuti rapportare. In una cultura che cambia rapidamente, dove le distanze sono azzerate e i non luoghi sempre più invasivi e disorientanti, la possibilità di riflettere e di confrontarci diventa un obbligo non solo etico ma anche identitario. L’EtnoFilmFest è un’occasione di incrociare mondi apparentemente molto lontani che attraversano costantemente la nostra quotidianità: dall’acquisto dei semplici beni di consumo fino alle scelte culturali e politiche. La globalizzazione ci pone di fronte a risposte ineluttabili e complesse. Il documentario etnografico tenta di rispondere a molti di questi quesiti non con facili risposte preconfezionate. Ma rendendo fruibile un’esperienza, spesso lunga, con realtà a volte difficili da affrontare. Arricchire le nostre conoscenze sui diversi aspetti umani ci consente di poter elaborare risposte più adeguate ai nostri tempi. Alla 6° edizione, quest’anno l’EtnoFilmFest si unisce all’altro festival delle arti performative Operakantika. Un modo per rendere più ricco il contenitore ma anche per sottolineare come spesso la performance altro non sia se non una forma di antropologia applicata. Una modalità di messa in gioco dei nostri sistemi simbolici, delle nostre assodate categorie per aprire squarci su un mondo più complesso. Molti gli appuntamenti con documentaristi e studiosi dei fenomeni umani. Ma anche molti gli appuntamenti con spazi sonori e musicali che ci consentono un approccio all’altro per inferenza, per contaminazione.
Gli Artetika nascono a Nardò (LE) nel 2005, precisamente quando i componenti della band “Aioresis”, una delle più interessanti ed affermate nel panorama della musica popolare, decidono, da un lato, di abbandonare la riproposizione dei brani salentini per intraprendere un percorso musicale verso un sound che loro stessi definiscono “etno-rock” e dall’altro fondare il progetto Artetika – pizzica & affini per continuare il lavoro iniziato nel 2001 col progetto “Aioresis”. Per gli anni precedenti bisogna, quindi, far riferimento al curriculum degli “Aioresis”: nel 2002, dopo un anno dal loro primo incontro, incidono il primo brano “Oria oriamu”, che sarà poi inserito in una compilation di inediti, e l’anno successivo il primo cd, “W ci Balla”, con 11 brani di riproposta della musica popolare salentina. Poi, nell’Agosto del 2005 presentano “Fuori la voce”, il secondo lavoro discografico, ancora 11 brani, ma, a differenza del primo, accanto a quelli tradizionali rielaborati vi sono anche alcuni brani originali composti dalla band, e viene editato successivamente dall’etichetta discografica Redland di Putignano (BA). Il 2013 sarà l’anno che vedrà il primo lavoro discografico marchiato Artetika.
Dal 2001 ad oggi si sono esibiti in alcuni programmi televisivi sulle reti nazionali e locali, ed hanno portato la loro musica anche in Europa. Numerose, infatti, sono le tappe dei loro tour: dal Salento al Molise, dalla Basilicata al Lazio, dal Veneto alla Calabria, dalla Sicilia all’Abruzzo, la musica degli Artetika ha fatto ballare anche popoli freddi come i Polacchi, gli Irlandesi e perfino i Tedeschi all’interno del “Fifa Fan Fest” in occasione dei mondiali di calcio 2006 come unici rappresentanti italiani. La forza dell’universo musicale di questa band, infatti, si esprime al meglio durante le performance dal vivo, veri e propri eventi di grande carica coinvolgente per un pubblico che non può tenere a freno la voglia di danzare e lasciarsi trasportare dalla loro musica.
Martina Zecca – tamburi a cornice e voce
Max Però – organetto e voce
Peppe Giannuzzi – violino
Michele Russo – chitarra
Chiara Dell’Anna – tamburi a cornice