Zun Zun Egui

7 Novembre 2012 By

Pur sembrando i ragazzi in tenuta da hipster che si potrebbero trovare in un qualsiasi bar di Bristol, gli Zun Zun Egui non ci tengono affatto a sembrare a tutti i costi inglesi e si improvvisano esploratori delle più svariate culture musicali. Partendo dalla world music, evadono dal termine stesso di world music: i ritmi africani e le melodie esotiche si dilatano quindi in un prog rock aggressivo, caotico ma nitido nella sua resa finale, che incrocia spintoni funky spastici e passaggi blues. Il risultato è ricco di entusiasmo e spesso esilarante: chitarre e le tastiere condensate urla animali, batteria inarrestabile e sensibile che rifugge volentieri il 4/4, furenti dissonanze psichedelico-hendrixiane, momenti di stasi trance, sorprese e imboscate che si susseguono in un salotto addobbato a party. Gli Zun Zun Egui rappresentano la giungla urbana della globalizzazione: l’ambiente sonoro dell’Occidente è oggi pieno di tutto il mondo e il rock è diventato ancora più bastardo e il quattro di Bristol ce lo fanno capire con un disco tutto impatto e freschezza.
For fans of •Talking Heads – Primus – Dirty Three.