Valery Oistrakh
30 Agosto 2012
Ad accompagnare Valery Oistrakh sarà Il Pegaso, Orchestra d’archi della Toscana nata nel 2012 e formata da giovani professionisti. La compagine sarà guidata da un altro musicista di vaglia: il maestro di concerto Augusto Vismara, una delle figure più importanti nel panorama musicale italiano negli ultimi trent’anni. Valery Oistrakh interpreterà alcune della pagine musicali più note al grande pubblico.
Il programma prevede, infatti, il celebre Concerto in re minore per due violini, archi e basso, BWV 1043, di Johann Sebastian Bach, che vedrà al fianco di Oistrakh, violino primo, Augusto Vismara, in qualità di violino secondo. Seguirà la Ritirata Notturna di Madrid per archi di Luigi Boccherini.
La seconda parte del concerto sarà interamente dedicata ad uno dei capolavori più conosciuti di Antonio Vivaldi: Le Quattro Stagioni dalla raccolta Il cimento dell’armonia e dell’inventione. Figlio di Igor Oistrakh e nipote di David, Valery Oistrakh continua la tradizione familiare di grandi violinisti, giunta con lui alla terza generazione. Le tournée concertistiche lo hanno portato in URSS, America, Canada, Australia, Giappone e in tutta Europa, suonando come solista il violino e la viola con le maggiori orchestre. Ha studiato alla famosa Scuola di Musica Centrale di Mosca, sua città natale, e ha anche ricevuto un buon numero di lezioni da suo nonno David. Successivamente ha frequentato l’Accademia musicale Gnessin e ha completato gli studi con il famoso didatta Z. Bron. La profonda conoscenza del repertorio violinistico, la bellezza del suono, che di frequente riecheggia quello dell’indimenticabile David Oistrakh, ha avuto positivi apprezzamenti sia dal pubblico che dalla critica. Dopo un’esecuzione del Triplo concerto di Bach con Valery Oistrakh e il padre Igor, lo stesso Y. Menuhin dichiarò ad un giornale russo: “Suonare con Valery mi ha ricordato il suono e lo stile del nonno David”. Ha vinto numerosi concorsi internazionali e ha lavorato con orchestre quali i Berliner Philarmoniker, la London Philarmonic, la Filarmonica di Mosca e quella di Leningrado, la National Scottish Orchestra, l’Accademia di S. Cecilia di Roma, la Sydney Simphon Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia, dirette da Maestri quali K. Masur, T. Varga, G. Rozdestvensky, S. Sondetzkis e V. Fedoseev. Valery ama molto suonare il repertorio cameristico, collaborando con musicisti ed ensemble famosi in tutto il mondo come Y. Menuhin, J. Demus, il Quartetto Amadeus. Nonostante l’intensa attività concertistica, si dedica anche all’attività didattica in qualità di professore al Reale Conservatorio di Bruxelles e in diverse Masterclasses, che annualmente tiene in Germania, Austria, Italia, Turchia e Giappone. Dal 1999 è professore al Mozarteum di Salisburgo. Prima di dedicarsi con talento al violino e alla direzione d’orchestra (in questo incoraggiato e sostenuto da G. Sinopoli), Augusto Vismara ha avuto una grande carriera da violista con le principali orchestre europee dirette da G. Sinopoli, C. Thielemann, A. Janigro, P. Maag, L. Berio, R. Muti, T. Schippers, M. Rostropovich e C. Abbado. È stato prima viola nell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino a Firenze, sua città d’origine, dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma, nell’Orchestra della Scala di Milano e in quella de La Fenice di Venezia. All’estero è stato prima viola nell’Orchestra dell’Opéra di Montecarlo e nella Zurich Chamber Orchestra. Molto attivo come camerista, Vismara ha ispirato i principali compositori italiani contemporanei, come Berio, Sciarrino, Bussotti, Gentile, che gli hanno dedicato molte opere. I giovani musicisti che compongono Il Pegaso si sono riuniti spontaneamente all’inizio del 2012, sentendo l’esigenza di incontrarsi per far musica insieme, senza alcuna pressione né obbligo, ma inequivocabilmente spinti da una necessità di ritrovare la musica. E in un momento di crisi come l’attuale, il fatto che dei giovani e valenti musicisti si ritrovino per formare un’orchestra d’archi ha quasi del miracoloso. I giovani professionisti de Il Pegaso vogliono porsi come ambasciatori toscani della musica per archi nel mondo. L’attenzione che questi giovani pongono al repertorio moderno e contemporaneo indica esattamente la loro linea progettuale e stilistica: essere un ponte tra il passato e il futuro. Non ci sono frontiere di generi: dal concerto grosso alla musica da film, dall’opera alla sinfonia, alla canzone d’autore, tutto passa tra le corde de Il Pegaso. Le idee di Massimo Crispi, cantante lirico e direttore artistico dell’orchestra, di Stefano Masi, regista teatrale e cinematografico, del direttore musicale Augusto Vismara, che hanno subito creduto nel progetto, e di tanti altri direttori d’orchestra e solisti delle ultime generazioni che collaborano coll’orchestra, oltre a uno staff di creativi, fotografi, video makers, artisti, che coordinano e arricchiscono gli spettacoli de Il Pegaso, rendono le performance degli eventi non solo occasionali, riconfermando ancora una volta il genio italiano nelle arti, apprezzato ovunque nel mondo.