Free Fall

14 Dicembre 2011 By

Ken Vandermark, clarinetto, Ingebrigt Haker Flaten, basso, Havard Wiik, piano.
Il trio Free Fall fa incontrare uno dei leader della scena americana con due tra i più noti solisti del jazz norvegese attuale. Gli incroci tra sperimentatori europei e statunitensi sono sempre stati costanti nella musica di improvvisazione, fin dagli anni Sessanta. Nell’ultima fase della storia di questa musica, questi incontri si sono sviluppati soprattutto a Chicago ed hanno avuto come riferimento ad esempio il Chicago Tentet guidato dal tedesco Peter Brötzmann. E a Chicago il compositore-improvvisatore più fervido e prolifico è senza dubbio Ken Vandermark, sassofonista e clarinettista, responsabile di decine di incisioni e collaborazioni.
 Free Fall nasce come riflessione sull’opera di Jimmy Giuffre, celebre clarinettista texano molto influente sia nel cool-jazz che nella third-stream, che nei primi anni 60 formò insieme a Steve Swallow e Paul Bley un trio dedicato all’astrattismo sonoro, da camera e senza percussioni, culminato appunto con la realizzazione dell’ellepì “Free Fall”. Il trio odierno non ricalca per nulla le esecuzioni del passato, né riprende alcuna di quelle composizioni. Ne evoca però lo spirito, ne indaga ulteriormente le possibilità espressive, specie timbriche.
Una musica meditativa che non rinuncia alle asperità e alle audacie sonore, in linea con la poetica di Vandermark, che lancia un solido ponte tra passato e presente. Ingebrigt Håker-Flaten, nato in Norvegia nel 1971, è erede di una grande tradizione di contrabbassisti scandinavi. Havård Wiik (1975) è sulla scena norvegese da oltre quindici anni. Ha suonato con molti maestri americani, è componente di Atomic, guida un proprio trio, collabora con Axel Dörner, Hakon Kornstad e molti altri musicisti.