Francesco Diodati Neko
14 Novembre 2012
Ospite della serata un giovane musicista italiano in rapida ascesa, nazionale e non solo, visti gli ampi riconoscimenti ottenuti anche Oltralpe e negli Stati Uniti: Francesco Diodati e il suo quartetto NEKO.
Francesco guarda ai grandi del passato per sviluppare un linguaggio moderno; come compositore combina differenti stili senza perdere mai di vista l’aspetto melodico. L’uso sapiente degli effetti elettronici che s’innesta sulla padronanza tecnico musicale della chitarra elettrica e classica, riflette una concezione dello spazio sonoro che dilata i confini fisici dello spazio a sei corde. Tali caratteristiche gli permettono di creare un universo musicale originale e dal forte impatto emotivo. La stretta sintonia tra la chitarra di Diodati e il sax tenore Bigoni è frutto di una collaborazione costante tra due forti personalità, paragonabile a memorabili partnership che hanno fatto la storia del jazz, come quelle fra Jim Hall e Sonny Rollins, Bill Frisell e Joe Lovano, Kurt Rosenwinkel e Mark Turner.
L’esibizione rappresenta inoltre l’occasione per ascoltare in il secondo album della band “Need Something Strong”, uscito a Settembre per la Auand Records. Nel disco il quartetto grazie a un’alchimia esaltante e forse irripetibile ha sfornato un lavoro nel quale ciascun componente della band lavora affiatato al servizio del gruppo evitando assoli narcisistici e puntando su esibizioni intense che lasciano trasparire la grande passionalità, e ovviamente la tecnica di questi musicisti.
Le tracce portano quasi tutte la firma di Diodati e data la coerenza d’insieme paiono essere brani di un concept-album in una cavalcate appagante e avvincente. Linee melodiche e aggressive convivono in una struttura “improvvisata” che esalta tanto i riferimenti al rock attuale quanto le superbe soluzioni jazzistiche. Stupisce (come ricorda Enrico Rava che firma le note di introduzione al disco) anche l’inserimento della cover di “Brilliant Corners” di Monk, brano da sempre piuttosto difficile da rendere.