Aspettando il 2013

26 Novembre 2012 By

Il prossimo, grandemente atteso appuntamento de I Concerti della domenica, tradizionale ciclo concertistico autunnale anche quest´anno organizzato da I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone in collaborazione con il Comune di Padova. Il programma del concerto – che in principio prevedeva la partecipazione del flautista James Galway, con il quale invece I Solisti Veneti hanno invece deciso di condividere la gioia del tradizionale Concerto di Natale, già fissato per il 12 dicembre, agli Eremitani – anticiperà la celebrazione di alcune delle più significative ricorrenze centenarie del 2013. Ecco così comparire nel programma i nomi di Arcangelo Corelli, del quale nel 2013 ricorrerà il terzo centenario della morte, di Richard Wagner e Giuseppe Verdi, entrambi nel 200.mo anniversario della nascita e di Pietro Mascagni, nel 150.mo della nascita. Autori di straordinaria importanza che i Solisti di Claudio Scimone omaggeranno eseguendone pagine di grande suggestione. Aprirà il concerto la vivace Fuga in re maggiore che Corelli scrisse firmandosi con il nome di Gallario Riccoleno, che altro non è che l´anagramma del proprio nome, fuga subito seguita da una pagina unica di Richard Wagner e si tratta del suggestivo Adagio in re bemolle maggiore per clarinetto e archi. Pagina cameristica fra le più romantiche di Wagner, questa melodia calma e serena, che il Compositore amava fosse eseguita con dilatata ampiezza, fu scritta nelle prime decadi dell´Ottocento, probabilmente nel 1821, e rappresenta uno dei vertici di concisione e purezza musicale raggiunti da un Autore che si è soliti collegare – quasi esclusivamente quanto imprecisamente – solo alle dilatate possibilità espressive e timbriche della grande orchestra sinfonica romantica. Proprio questo Adagio è invece l´esempio più eloquente della geniale capacità di Wagner di ottenere le più sottili sfumature e le più intense emozione con i soli mezzi di un raccolto gruppo da camera. Ma il piccolo gioiello wagneriano non sarà l´unica eccezionalità del prossimo 2 dicembre: dopo il popolarissimo Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, ’I Solisti Veneti’ interpreteranno la più ampia e celebre pagina cameristica di Giuseppe Verdi: il Quartetto in mi minore. E anche questa esecuzione merita una parola, in quanto Claudio Scimone ne proporrà una versione tanto interessante quanto inusuale. Tale Quartetto è infatti comunemente eseguito in forma cameristica, mentre domenica 2 dicembre ne verrà presentata la più rara versione per orchestra d´archi. Non si tratta di un capriccio, ma di una autentica interpretazione della volontà di Verdi, che personalmente, in risposta ad una richiesta pervenutagli da Londra, consigliò vivamente di eseguirlo raddoppiando le parti, cioè aumentando il numero degli esecutori. Lo testimonia una sua lettera del 1877 ove il Compositore scrisse: eseguito da molti suonatori dovrebbe star bene perché vi sono frasi che esigono un suono pieno e grasso piuttosto che il magro di un solo violino, e successivamente in un altro scritto, destinato stavolta a Parigi, egli scrisse addirittura bisognerebbe raddoppiare ogni strumento per dieci o per dodici, e dirigerei io stesso l’orchestra.