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Martedì 25 giugno al Circolo degli Ufficiali   
American Cocktail with a Twist

American Cocktail with a Twist


A Palazzo Zacco Armeni un concerto organizzato dall'Associazione Mozart Italia Padova con Mike Applebaum, Lucia Antonacci e Roberto Della Vecchia.


Il salone delle feste di Palazzo Zacco Armeni si è ritrovato per due ore a rivivere le atmosfere dei classici jazz in una versione del tutto inedita: a fare da cicerone il noto trombettista di Chicago Mike Applebaum, attualmente docente di tromba e arrangiamento jazz presso i conservatori di L’Aquila e di Pescara. L’evento, organizzato dall’Associazione Mozart Italia Padova, a detta di Nicola Russo, una delle venticinque ramificazioni in tutto il territorio nazionale, si è trovato a raccogliere impressioni sulla storia della musica, trovando collegamenti tra Mozart e il jazz. «Mozart – afferma Mike Applebaum alla domanda di Paola Ariano, presidentessa dell’Associazione Mozart Italia Padova – sarebbe stato un grande jazzista, avrebbe immesso il suo estro e la sua creatività nel mettere in luce giochi allegri di note, moti delicati dell’anima. Stranamente il jazz all’inizio era un canto di sofferenza, originato dagli spirituals ma la sua storia recente, dal 1910 circa, non ci permette ancora di coglierne a fondo tutte le influenze».
Come Mike che propone al pubblico durante la terza parte della serata un omaggio a Mozart con l’arrangiamento del Concerto in Do maggiore per Flauto e Arpa K. 299, si ricordano compositori moderni che hanno saputo riproporre la musica classica in versione jazz come Peters. «La chiave per capire il jazz – continua Mike – non è differente da quella che porta ad apprezzare la musica classica: io non vi vedo differenze, credo che sia una spaccatura che non esista, ho sempre visto tra i musicisti del giorno d’oggi un approfondimento costante di entrambe. L’esperienza della musica è continua e la curiosità non viene mai a mancare». La prima parte del concerto, iniziato alle 18.30, ha visto un susseguirsi di musiche sudamericane proposte in vari stili ritmici tra cui la guarania o la polca: a colpire il suono melodioso dell’arpa, accarezzata con una leggiadria straordinaria da Lucia Antonacci, virtuosa dello strumento, con alle spalle un percorso di formazione ed aggiornamento straordinario. A fare da contraltare al duo tromba – arpa, in perfetta fusione di suoni, il contrabbasso di Roberto Della Vecchia, uno dei fondatori dell’Italian Big Band e interprete di importanti concerti in Italia e all’estero: la seconda parte, con i classici della canzone jazzistica nordamericana come Moon River, Over the Rainbow e «il cavallo di battaglia del jazz» Summertime, si è rivelata incredibilmente viva, con ritmi scoppiettanti e a volte sognanti, nella consapevolezza che questo «american cocktail with a twist» è un’esperienza musicale unica. A conclusione è subentrato lo «sperimentatore» Applebaum, con il suo jazz d’autore: un concerto meraviglioso, da conservare nel cuore.

Camilla Bottin

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