‘Visioni’. Di Amanda Lear
12 Settembre 2013La mostra ‘Visioni’ di Amanda Lear approda a Padova dopo il trionfale successo alla Milano Art Gallery: è grazie alla sinergia tra l’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio e il direttore di Promoter Art Salvo Nugnes che la mostra, «costruita ad effetto» intorno alle opere della «controversa» musa di Salvador Dalì, può dispiegarsi dall’11 al 29 settembre negli arieggiati locali della Galleria Cavour, nascosti ai passanti diretti verso il Bo e il Pedrocchi.
L’inaugurazione, prevista per mercoledì 11 settembre alle ore 18.30, ha visto l’affollarsi delle autorità istituzionali, di importanti personaggi e di una nutrita schiera di fan della Lear: «Amanda, affiancata nella mostra dalle opere dei noti artisti Francesco Pezzuco e Giuseppe Oliva – spiega Nugnes – è un personaggio che ha sempre fatto parlare molto di sé. Non possiamo che ammirare l’impatto di questi quadri così vicini alla transavanguardia sul pubblico, è una raccolta che si rifà a quarant’anni di esperienza, una vera e propria terapia dell’anima». Un po’ stridono sulla mentalità benpensante alcune trovate artistiche (l’angelo con le ali fatte di preservativi) ma Amanda non è «convenzionale», è un’artista a tutto tondo: durante la sua carriera di cantante ha registrato 15 album di inediti, ha pubblicato più di 50 singoli e ha venduto circa 15 milioni di album nel mondo. E’ lei la regina degli anni Ottanta, protagonista indiscussa dei giornali scandalistici: «la diceria del cambio di sesso – scherza Colasio – è come il mito della fondazione di Padova: tutti ci credono ma nessuno ne ha le prove». L’assessore che presenta la mostra come «molto bella» sa coglierne lo spirito «fuori dagli schemi» e si augura che il suo essere «borderline» possa collocarla nel programma di una visita di sicuro interesse per la cittadinanza.
Camilla Bottin
Famosa per essere stata la musa di Salvador Dalì, Amanda Lear ha ottenuto successi incredibili, tra musica, televisione, cinema e teatro. A detta dei più grandi critici d’arte, però, sembra proprio che la pittura sia uno dei suoi migliori talenti, che la Lear coltiva fin dalla giovinezza.
Sulla sua vocazione per la pittura la Lear spiega “Per me l’arte assume quasi una valenza di benessere terapeutico dell’anima, ha una finalità speciale, perché riesce ad infondermi un equilibrio psicologico che non trovo altrove. Io sono una sostenitrice convinta dell’arte-terapia, che ormai viene comunemente utilizzata anche in particolari contesti, ad esempio nella cura dei disagi mentali e negli istituti penitenziari con risultati davvero efficaci”.
Vittorio Sgarbi afferma “È una figura interessante nel mondo dell’arte, direi che il suo stile si avvicina alla transavanguardia, ne è un’anticipazione. Conosco bene Amanda da molti anni, è davvero simpatica e brillante. La definisco provocatoriamente borderline e fuori dagli schemi. Potrei affermare, che la vera opera d’arte è la vita stessa della Lear con l’elemento della provocazione sempre presente e protagonista in ogni circostanza e situazione”.
Philippe Daverio invece racconta “Amanda veniva spesso da me in galleria. I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare ed intensa vita”.
Achille Bonito Oliva ritiene che la vocazione artistica della Lear “Abbia anche l’intento di affermare la sua presenza in quanto donna nel mondo dell’arte, per tanto tempo dominato da una concezione maschilista. La sua arte appare liberatoria e disinibita, in un’alchimia che attira”.ù
Orario 10-13, 15.30 – 19.30 dal martedì alla domenica
Ingresso Libero
Info Segreteria organizzativa 0424 237636
sito www.promoterarte.it
