Vetri dal Museo Salviati. Magiche trasparenze della donazione Tedeschi
19 Settembre 2013Lattimi incamiciati, vetri a sbruffo, vasi con bolle soffiate, vasi in calcedonio, creazioni in vetro murrino, vetri fumé, lavori a incalmo, esemplari per lo più unici e rarissimi.
Un saggio di grande fascino dell’arte vetraria muranese, da fine Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso, curato da Rosa Barovier Mentasti – reduce dal recente successo a Parigi con la mostra ‘Fragile’ – con la collaborazione di Elisabetta Gastaldi e la direzione generale di Davide Banzato.
Le circa 100 opere in mostra – tra cui spiccano numerosi vetri presentati alle Esposizioni Universali di Parigi, alle Biennali di Venezia, alla Triennale di Milano e alcuni unicum nella storia del vetro muranese per tecnica e perizia – provengono da quello che era il museo aziendale della storica vetreria fondata da Antonio Salviati – di cui rappresentano parte significativa e l’unica ormai fruibile dal pubblico -ma anche della collezione privata Salviati-Camerino-Tedeschi.
In mostra troviamo alcuni pezzi importantissimi, come il ‘calice di vetro girasol’ (1866 – 1895) molto trasparente, con tre delfini di vetro girasol sul rocchetto alternati a tre fiori di vetro rosa, sicuramente risalente ai primi anni della produzione Salviati e il ‘calice di vetro rosso rubino’ (1867 – 1877) – una coppa di vetro soffiato rosso rubino all’oro – estremamente raro, che compare col n. 462 nel più antico catalogo conosciuto dell’azienda edito a Londra nel 1867.
Inoltre, a chiudere il percorso alcuni pezzi eclatanti: un ‘piatto OP’ di vetro murrino con cerchi di cristallo e di vetro giallo e verde su fondo nero, parte di una serie di otto vetri OP esposti alla Biennale del ’66 – gusto optical e sperimentazione, due anni prima di lasciare la vetreria e due ‘bottiglie Zefiro di vetro soffiato molto sottile e leggermente fumè.
Orari:
9 – 19, da martedì a domenica
Chiuso i lunedì non festivi.
Info:
Tel. 049 – 8204551