Rodolfo Aricò a Padova

24 Maggio 2015 By Elena Bottin

Sabato 23 maggio alle ore 18 presso lo Spazio Biosfera di Luisa Malatesta in via San Martino e Solferino a Padova si è tenuta la presentazione della mostra di Rodolfò Aricò (Milano, 1930-2002) a cura della professoressa Vittoria Coen, critica d’arte. Dopo un 2015 all’insegna del Maestro, con quattro mostre in contemporanea a Milano (Gallerie d’Italia, Accademia di Brera, Studio Invernizzi e Lorenzelli Arte), è il turno di Padova: il personale omaggio al grande artista, deceduto tre anni fa, si riassume in una frase pronunciata dallo stesso Aricò, ovvero “Iononrappresentonullaiodipingo”. «La considerazione critica nei confronti di Aricò in questi anni non è mai venuta meno, – afferma Michela Zilio della galleria d’arte padovana “Rossovermiglio Arte moderna e contemporanea” che ha presentato la mostra – con il cambiare dei tempi sono cambiate le chiavi di lettura delle sue opere ma esse si riscoprono di continua attualità». La mostra padovana è interessante non solo come testimonianza storica del percorso artistico del Maestro perché legata a doppio filo alle congiunture culturali dell’epoca in cui vennero concepite, ma anche come espressione di contemporaneità in quanto Aricò è sempre stato leggermente defilato rispetto a mode e stili dominanti e si rivela sempre attuale. L’esposizione, aperta al pubblico dal 20 al 30 maggio dal lunedì al sabato dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30, raccoglie una significativa selezione di opere su tela e su carta realizzate dall’artista a partire da metà degli anni Sessanta come “Objectus”, acrilico su tela del 1967, per arrivare agli anni Novanta con “Sensus – Aspro studio” collage acrilico su tela del 1999. «La poesia cromatica senza tempo di Aricò – continua Michela Zilio – mi ha appassionato da tempo tanto che “Viaggio 5”, il catalogo della mostra, è per ora il più sentito e sofferto delle mie esperienze. Per realizzarlo ho coinvolto anche l’amica Paola Bicego di Paola Bicego Gallery». All’interno dello Spazio Biosfera è presente un nucleo prevalente di opere degli anni Settanta dove il Maestro approfondisce la sua ricerca nelle forme e nella cromaticità, dando rilievo soprattutto alla libera intuizione del colore e alla costruttività delle forme geometriche. Nel suo personale superamento della forma quadro, messa in discussione attraverso una continua opera di erosione e mantenimento spazialista, Aricò non è del tutto infedele nei confronti della pittura, sempre presente nell’orizzonte conoscitivo, bensì alterata dall’interno.

Camilla Bottin