La Jeune Fille

9 Aprile 2015 By Redazione

Manuel Pablo Pace (vicentino, classe 1977, Accademia delle Belle Arti) è uno tra gli autori più interessanti nel panorama del contemporaneo.
“Non solo perché é un virtuoso del pennello che ha saputo riattualizzare e rivitalizzare senso e forma in seno alla tradizione della ritrattistica classica. Ma anche perché intreccia a questo suo rigore estremo (la sua è una pittura puntuale, raffinatissima, di grande precisione, faticosa e con lunghi tempi di realizzazione) un ammicco divertito, gentilmente irriverente, che insinua, felpato, nei toni smaccatamente vintage, tra le illustrazioni e i manifesti di vecchie pubblicità. Testimoniando un gusto forse retrò nell’ambientazione, ma che consente di dare alla sua opera una lettura che va ben oltre la divertita notazione di costume. Manuel Pablo Pace ci fa leggere un presente inquieto. E il suo rigore diventa critica sociale. Mai gridata, mai sguaiata, sempre e solo provocatoriamente accennata e, proprio per questo, ancora più incisiva.
Il titolo della mostra  –  a cura di Barbara Codogno – vuole necessariamente chiamare in causa il collettivo francese Tiqqun e il loro celebre manifesto: “Elementi per una teoria della Jeune Fille”; laddove il concetto di Jeune Fille non è meramente un concetto sessuato. Così come per Klossowski “La moneta vivente” era motivo di esplorazione filosofica e sociologica della mercificazione del corpo, i Tiqqun riaffrontano la questione in senso più diffusamente politico: la Jeune Fille, che ha sembianze femminili per praticità di vendita, in realtà altri non è che il cittadino modello: un’umanità riformattata dallo Spettacolo e biopoliticamente neutralizzata dal consumo. Perennemente in posa tragica, disperatamente hollywoodiana”. Barbara Codogno