Impresa Visione
16 Maggio 2016Per prima cosa tutti sono artisti e non fanno gli artisti. La loro presenza in questo contesto espositivo conferma la libertà di determinazione che l’arte chiede per mettersi in mano a un artista. L’opera è determinata dalle condizioni esistenziali dell’esecutore e va a completarsi nell’atto di essere esposta. Questa elementare vocazione delle arti visive va confermata da luoghi e contesti culturali in cui ciò possa accadere. Il centro culturale La Medusa è oggi in prima linea ad attivare questo processo. Qui avviene il contemporaneo, quello che sembra sempre più spesso di difficile interpretazione perché richiede un pensiero partecipato. L’urbana condivisione in questo millennio fluttua nelle periferie che si incaricano di aprire luoghi di pensiero.
Solo così si apre un contesto di senso dove poter fruire di opere a noi contemporanee. A sua volta l’opera conferma la necessità sociale dell’artista di poter condividere l’idea di esistenza umana senza necessariamente consumare dei prodotti. Per questo nel testo in catalogo si ispeziona la dinamica che rende pregnante e carico di senso l’essere artisti: operare a responsabilità illimitata
Alice Andreoli, Alberto Balletti, Elena Bovo, Pavel Celkoski (BG), Vasil Kolev (BG), Justine Luce (LV), Zoran Mise (MK), Gabriele Salvo Buzzanca, Senso (CH), Lisa Stefani, Marco Trentin, Goran Trichkovski (MK), Thomas Wray (GB), Filippo Zuriato