Gioielli e sculture di Fritz Maierhofer

22 Settembre 2015 By Valentina

Il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura, Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche nella sede di Palazzo Zuckermann, ospita la mostra antologica dell’artista austriaco Fritz Maierhofer dal titolo “Gioielli e sculture. Retrospettiva 1970-2015”, terza tappa di un percorso espositivo che ha interessato il Museum für angewandte Kunst di Vienna e il Ruthin Craft Centre-The Centre for the Applied Arts nel Galles.
A Palazzo Zuckermann sono conservati due importanti lasciti di gioielli ottocenteschi, le collezioni Trieste e Sartori Piovene, alcuni interessanti gioielli databili ai secoli XVIII e XIX e la sezione di gioielli contemporanei tra i quali si sottolinea la presenza di opere dei maggiori artisti della Scuola di Padova. Interessante è pertanto l’accostamento, nella sede museale, di opere antiche e contemporanee, in quanto le testimonianze differenziate trovano meravigliose e inedite convergenze sia nelle tecniche che nelle figurazioni.

L’esordio, negli anni Settanta, è l’esplosione di un originale universo di elementi tecnologici di assoluta invenzione, non identificabili in macchine esistenti intensamente policrome per l’intervento di coloratissimi acrilici: le forme volumetriche aggettanti sono costrette e apparentemente razionalizzate dagli apporti strutturali di schemi metallici.
L’abbondanza di figurazioni meccanicistiche trova contrasto con le opere successive dove l’artista disegna un mondo di pura geometria euclidea che spesso si trasforma in composizione volumetrica: lavora con l’oro e l’argento, i materiali nobili di tradizione classica. Mantenendo l’iter della composizione astratta, accede poi a volumetrie sculturali, assi, barre, travi, riferibili a materiali da costruzione, con cui realizza indifferentemente gioielli in oro bianco e giallo o sculture in acciaio per piazze e giardini.
Una sua vena informale, liberatoria, si rivela in spille, collane, orecchini, anelli in oro, dalla severa impostazione, a cui, senza soluzione di continuità, salda porzioni di stagno che, nella loro flessibilità, ne compromettono lo schema astratto con modulazioni, arricciamenti, stiramenti.
Anche l’uso dell’alluminio, materiale impiegato dall’artista per decenni, suggerisce modi tecnologici sempre variati: a partire da strutture semoventi di anelli, sperimenta nuove volumetrie per spille o bracciali di cui studia le diverse angolazioni con minime piegature, fino a ridurre il metallo in fili dalla sezione cilindrica, con cui traccia volute, intrecci per anelli, bracciali, collane.
Altra materia di natura sintetica, come l’acrilico dei lavori del suo esordio, affascina l’artista, il corian: utilizza l’apparenza gessosa, pietrosa per una serie indefinita di anelli-scultura, tronchi di piramide sui cui lati o sulla superficie superiore, esercita una fantasiosa applicazione di frammenti geometrici, ma anche di apporti informali.
In anni recenti Maierhofer approda a versioni naturalistiche: la visione della mole rocciosa del Monviso lo induce a interpretarne i mutamenti che gli agenti atmosferici operano costantemente. Dapprima i sui lavori sono realizzati con carta, materiale che egli elabora, fissa, piega, dipinge con acquerelli, ottenendo una consistenza volumetrica per spille-sculture. Successivamente lavora sul grande formato, con il ferro trattato con sedimentazioni di smalti, con cui crea una molteplicità di paesaggi montani diversi: sono pitture-sculture da parete.