Die Young

6 Dicembre 2015 By Elena Bottin

Die Young.

Era il 1993. Nell’album “The Spaghetti Incident?” i Guns and Roses cantavano “Ain’t fun when you know that you gonna die young.” Da una posizione diametralmente opposta parte, oggi, Olga Amendola per l’ideazione del suo progetto fotografico “ Die Young”. Un Memento Mori portato non come il brando damocleo, ma come annuncio di liberazione dalle angosce contemporanee che si avviluppano ad un Futuro che appare quanto mai impervio. Non ti crucciare del futuro, tanto morirai giovane. Da questa posizione iniziale, l’artista decide di porre dinnanzi la macchina fotografica giovani dalle più disparate peculiarità, dietro ai soggetti: un muro spoglio. L’artista utilizzando la macchina come un spillone, inchioda al muro la realtà di quei soggetti, che non possono che essere loro stessi, nelle loro contraddizioni, qualità, libertà e differenziazioni. Come l’inchiostro ferma la realtà sul foglio generando poesia, altrettanto accade qui, dove la fotografia si sostituisce alla penna.

Olga Amendola
Nasce a Salerno il 15 Luglio 1990, negli anni trascorsi al Liceo psicopedagogico della sua città si appassiona allo studio della filosofia e della psicologia. Interessata alle tematiche dell`esistenza e dell`indagine umana prosegue gli studi presso la Facoltà di Lettere, con indirizzo Storia e Filosofia dell’Università di Padova. Il tema della valorizzazione della giovinezza nell’hic et nunc, partendo dal pensiero del filosofo Carlo Michelstaedter, diventano l’oggetto della laurea triennale di Olga, che con l’occasione si avvicina all’ Arteterapia, materia che conoscerà attraverso gli studi dello psicologo Carmine Parrella. Quest’ultimo partendo dalle testimonianze di Hugh Diamond- padre della fotografia psichiatrica- ha creato uno spazio, presso l’Asl di Lucca, dedicato alla fototerapia. Diamond in collaborazione con medici specializzati studiava, le reazioni dei pazienti cui veniva mostrato un loro ritratto fotografico. Da qui Olga trae ispirazione per il suo progetto Die Young, che diventa uno studio sul ritratto come valorizzazione dell’imperfezione attraente della bellezza dell’era digitale della sua generazione. Alla sua prima mostra fotografica Olga ritrae ragazzi giovanissimi, con personalità particolari o con esteriorità spesso alternative e originali. Molti di loro vivono con libertà i propri orientamenti che siano estetici, sessuali, morali, intellettuali. Sono ragazzi innamorati della vita e dell`amore.