An ordinary day
11 Marzo 2016Questa mostra costituisce il settimo appuntamento che il Comune di Abano propone, con lo scopo di divulgare l’arte fotografica e animare le attività culturali del territorio, in collaborazione con il gruppo Mignon. Un rapporto, quello tra l’Amministrazione del Comune aponense e l’associazione fotografica padovana, che dura da tre anni e che con cadenza semestrale ha offerto spunti di riflessione sulla fotografia di grande rilievo e con risultati al di sopra delle aspettative, sia per la qualità della proposta che per la risposta del pubblico.
Nel panorama odierno, nel quale la Street Photography viene largamente apprezzata, ci sembra che l’approccio al genere stia mutando rapidamente, distanziandosi notevolmente dalle sue origini. Quando abbiamo cominciato ad occuparci di fotografia di strada, negli anni novanta, abbiamo dovuto trovare i nostri riferimenti nella storia della fotografia nazionale e soprattutto internazionale. E abbiamo scoperto che esiste una tradizione colta e, al disopra di tutto, che questa tradizione è caratterizzata da valori condivisi. La recente moda che sta avvicinando sempre più persone a questo genere, punta invece agli aspetti più “d’effetto”, superficiali e immediati. A volte non sembra che si basi su una vera e propria ricerca. L’esperienza di Umberto Verdoliva, invece, ci appare come un caso fuori dal comune, quasi inaspettatamente positivo considerato il panorama attuale, e ci fa ben sperare per il futuro della Street Photography. E’ per questo che il gruppo Mignon ha deciso di promuovere il suo lavoro, attingendo liberamente dal suo archivio e articolando il lavoro secondo uno schema che potremmo definire “emotivo”. Nella visione fotografica di Umberto ritroviamo quella curiosità propria di chi sente, nell’assecondare il proprio impulso creativo, di doversi comunque confrontare con chi lo ha preceduto, per individuarne la strada e coglierne l’ispirazione intuendo che, in quell’incontro, può trovare solo crescita. Nella sua magistrale lucidità visiva, fatta di molti piccoli lavori, spesso ancora in itinere, rivediamo alcuni aspetti della nostra stessa ricerca. Nel suo prolifico rapporto con la storia e gli autori del passato, cogliamo quell’indagine della luce, nel buio della produzione fotografica contemporanea, che fa ben sperare. Nel suo approccio di scambio e condivisione, che lo ha portato a fondare il collettivo SPONTANEA, rivediamo lo spirito di gruppo che ha caratterizzato e favorito, fin dalle origini, l’evoluzione del mezzo fotografico. Umberto ha intercettato in modo costruttivo quanto di meglio si può ricavare dai nuovi sistemi di scambio e comunicazione attraverso il web, e soprattutto risulta un esempio che attrae l’attenzione degli altri, proponendo una fotografia che è, genuinamente e positivamente, autoriale.
Per il gruppo Mignon è quindi non solo un piacere, ma anche un onore, presentare questa mostra e il relativo primo libro fotografico di Umberto Verdoliva.
Mignon nasce nel 1995 da un’idea di Giampaolo Romagnosi, che fonda il gruppo con Mauro Minotto e Angelo Tassitano per promuovere un progetto fotografico finalizzato alla rivalutazione delle piccole cose che appartengono alla quotidianità, fissando come unico vincolo la ripresa e la stampa in rigoroso bianco e nero; fin dalla prima pubblicazione del 1997 il collettivo si identifica nella corrente della “Street Photography”. Dopo la prima attività di ricerca dedicata all’opera di Giovanni Umicini, nel 1999 entra nel gruppo Ferdinando Fasolo e il lavoro del gruppo si espande con l’organizzazione di mostre fotografiche e la stampa di numerosi libri, oltre a serate ed eventi dedicati alla fotografia. Fondamentali per Mignon sono stati l’incontro con il maestro Walter Rosenblum e, successivamente, la collaborazione con il professor Angelo Maggi. Dal 2006 inizia una nuova fase diretta da Romagnosi e Fasolo, nella quale Mignon si dedica anche alla divulgazione della fotografia attraverso corsi e workshop che offrono al gruppo prospettive inedite e l’occasione per incontrare nuovi fotografi che vengono integrati nel collettivo: nel 2009 Fatima Abbadi, nel 2013 Giovanni Garbo e Leonio Berto e nel 2014 Davide Scapin. Pur rimanendo legati alla grande tradizione della fotografia di strada e umanista, con l’utilizzo del sistema analogico in bianco e nero, di recente il gruppo si è aperto anche alla fotografia documentaria e di architettura, oltre che al digitale e al colore.
Mignon: Fatima Abbadi, Leonio Berto, Ferdinando Fasolo, Giovanni Garbo, Mauro Minotto, Giampaolo Romagnosi, Davide Scapin