Saverio Barbaro

2 Maggio 2012 By

Con questa mostra la Regione del Veneto e il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta confermano il percorso progettuale che vede proporre, a cadenza annuale, un grande artista veneto vivente in un ideale percorso che metta via via in evidenza le maggiori personalità artistiche operanti a Venezia e in Terraferma. Saverio Barbaro, nato a Venezia nel 1924, si distinse giovanissimo alla Biennale Internazionale d’Arte del 1950 dove vinse il Premio ’’Omero Soppelsa’’. Nel 1952, grazie ad una borsa di studio del Governo Francese, Barbaro soggiornò in Francia, a Parigi e a Nizza, fino al 1960. Ottenne di partecipare alla Biennale del 1956, del 1958 e del 1962, conseguendo ogni volta un riconoscimento ufficiale e l’interesse dei maggiori critici e galleristi dell’epoca. I successivi viaggi in Africa e Medio Oriente, consentirono una nuova apertura di interessi per la civiltà e la cultura arabo-islamica che tanta parte assume nella sua attuale tematica pittorica. L’esposizione, che ricorre a trent’anni dalla mostra antologica che l’artista realizzò nel 1982 nell’allora Villa Simes-Contarini (oggi diventata proprietà regionale) intende ripercorrere l’intero percorso artistico di Barbaro, dai primi lavori del 1949, riferibili ad un contesto pittorico di ispirazione post-impressionista, passando per le successive rappresentazioni realiste degli anni cinquanta, conseguite attraverso addensamenti e stratificazioni di colore, fino al riconoscimento di una realtà sociale e culturale, quella africana, felicemente rappresentata nelle sue opere a partire dagli anni sessanta. La mostra si chiude con i grandi lavori su tela degli anni ottanta e novanta e con una serie di ritratti relativi agli ultimi anni della produzione dell’artista veneziano. L’attualità della pittura di Barbaro sta nel volere farci pensare all’uomo africano ’’non inteso come notizia generale, asservito al proprio destino di miseria’’, ma come ’’all’essere che vuole vincere la sua distruzione e, attraverso la meditazione sulle proprie forze, riscattare se stesso in una conquista di dignità di vita’’. Le opere di Barbaro, infatti, costituiscono il versante pittorico di reportages severi sulle condizioni di vita che egli riscontrò nelle sue permanenze nei paesi arabi e nel nord dell’Africa. La forza del documentario traspare nei temi e nei tagli iconografici, ma non viene stemperata dal cromatismo che caratterizza le sue creazioni. Le circa 60 opere esposte in mostra provengono, oltre che dalla Fondazione Saverio Barbaro di Verona, da collezionisti privati e da Enti pubblici quali il Museo Internazionale d’Arte Moderna Cà Pesaro di Venezia.