Ritratti in miniatura dalla collezione dei Civici Musei

26 Aprile 2012 By

Nel secolo XVI inizia ad affermarsi l’arte del ritratto miniato, allora realizzato per lo più su lastre di rame di piccole dimensioni. Tale tecnica, che si caratterizza per una pittura minuta, descrittiva e analitica, è ben rappresentata nelle civiche collezioni. Le miniature, dovute principalmente ad artisti veneti, lombardi ed emiliani, coprono un arco cronologico che va dalla fine del Cinquecento all’Ottocento, come suggeriscono i dati stilistici e di costume degli effigiati. Si tratta di pezzi di particolare interesse per il loro carattere decorativo, per la cura dei dettagli nell’abbigliamento e dell’acconciatura dei personaggi e per la vivacità fisionomica. A partire dal Settecento si diffonde l’utilizzo dell’avorio quale supporto. Esso conoscerà una rinnovata fortuna all’inizio del secolo successivo, alla luce dell’estetica neoclassica. Tra i pezzi della raccolta si segnala un nucleo di ’rametti’ ad olio, databili tra la fine del Seicento e i primi del Settecento, provenienti dal Convento padovano di Giovanni di Verdara e raffiguranti ritratti di pittori.