Privo di titolo
23 Maggio 2012
Quante volte ci è capitato di rivedere in foto un luogo della nostra vita o della nostra memoria e scoprirlo diverso, come se fosse ad un tempo quello stesso luogo ed un altro, quasi trasfigurato, nel quale ci si perde a scoprire nuovi dettagli, nuove prospettive, anche nuove emozioni. La fotografia, che appunto “disegna con la luce”, compie questo piccolo grande miracolo, grazie ad un’ottica diversa e soggettiva di chi sta dietro l’obiettivo e, con la sua sensibilità, sa cogliere suggestioni “altre”, suscitando in chi guarda diverse e nuove emozioni. Maurizio Longhin compie quotidianamente questo piccolo grande miracolo: attraverso l’obiettivo della macchina fotografica cattura, nei luoghi e nelle persone, lo spirito profondo che li anima. Scatti effettuati in Cambogia, Yemen, Giordania, Siria, Turchia, Yucatan e Italia. Le immagini hanno saputo suscitare emozioni e suggestioni evocative, alle quali, per l’appunto, non sempre si può dare una descrizione univoca, un tema comune, un’unica interpretazione, un titolo. Saranno i visitatori che potranno suggerire il titolo che l’immagine ispira loro, direttamente nella sede della mostra, scrivendolo su appositi post-it in bianco lasciati appesi alle pareti, accanto alle opere. Impiegare la luce per strappare all’oscurità non soltanto singoli dettagli, ma un mondo intero, altrimenti destinato a restare non visto, e quindi sconosciuto – scrive Umberto Curi nella presentazione del lavoro di Maurizio Longhin -. La fotografia scava, perlustra, esplora, fruga, riscatta, e con ciò porta letteralmente alla luce, rende trasparente, una dimensione abitualmente nascosta. Il lavoro di Maurizio Longhin esalta questa funzione rivelatrice e insieme ordinatrice della fotografia. Non vi è nulla, nei suoi scatti, che possa essere riportato alla pretesa asettica della mera documentazione. Le sue foto non costituiscono un reportage, non “riportano” alcunché. Piuttosto esse delineano nitidamente un percorso, propongono una chiave di lettura, valorizzano pienamente la funzione intensamente rivelatrice della luce.