Metamorfosi della tela
8 Giugno 2012
Federica Fontolan, classe 1972, da sempre vive e lavora a Padova. Fontolan, dapprima allieva, dal 2004 è assistente artistica del Maestro Alberto Biasi, uno dei più importanti esponenti dell’arte programmata e cinetica italiana e internazionale.
’Metamorfosi’: le opere di Fontolan oggi si concentrano in tre diversi ambiti filologici di sperimentazione: Metamorfosi della tela; Parole tra lo spazio e il silenzio; Intersezioni. In questa personale potremo ammirare opere relative a tutti e tre gli ambiti di ricerca della pittrice.
Le creazioni di Fontolan traggono ispirazione dall’antica arte giapponese dell’origami ma, diversamente da quanto avviene nella tradizione orientale, l’artista realizza le proprie opere non con la carta ma con la tela. Fontolan mantiene la poesia visiva e l’emozione estetica originale arricchendo le sue “costruzioni” di un’inedita geometricità dal suggestivo effetto optical. Sapienti piegature deviano, assorbono e imprigionano la luce, creando ombre che interferiscono sulla percezione del colore e rendono l’opera un dipinto-scultura che muta a seconda della luce e della posizione che assume lo spettatore.
’Intersezioni’: proseguendo nella propria sperimentazione Fontolan si spinge oltre la semplice bidimensionalità rappresentata dalla tela tradizionale ed esplora lo spazio circostante alla ricerca di una visione tridimensionale dell’opera. Costruisce scacchiere policrome che, percorse da luci e ombre, rafforzano o attenuano la densità del colore stesso e penetrano il concetto di spazio grazie al ritmico susseguirsi di elementi in rilievo che, intersecandosi nelle fessure della tela, generano un continuum di vuoti e di pieni.
’Parole tra lo spazio e il silenzio’: L’arte è spesso servita a traslare messaggi criptati, simboli visivi, religiosi o politici. Fontolan lavora sul concetto di “intermittenza” inteso come forma primigenia della comunicazione umana: basti pensare al tam-tam dei tamburi nella giungla o ai rintocchi delle campane tra luoghi remoti. Fontolan adatta ed enfatizza il CODICE MORSE e ce lo restituisce materico e plastico, passando sulla tela parole e messaggi palpabili che uno sguardo fugace non comprendere. Riesce, giocando con il tema antico di trama e ordito, a impreziosire il disegno stesso della tela. In questo modo l’occhio percepisce rilievi che, nel gioco di luci ed ombre, creano riflessi aurei di colori fluorescenti ed espandono il messaggio. Quest’ultimo viene svelato dall’artista solo conoscendo il titolo dell’opera. La lettera viene scandita, scissa e, tra un elemento e l’altro, si percepiscono pause, spazi e silenzi che trasferiscono il senso stesso dell’opera.