Il Flusso della ragione

18 Luglio 2012 By

La mostra, evento saliente dell’edizione 2012 – 2013 del RAM – Ricerche Artistiche Metropolitane, il format autunnale particolarmente attento ai linguaggi della contemporaneità, intende ripercorrere, con una grande installazione e una serie di disegni progettuali, gran parte dell’attività creativa di Fabrizio Plessi, artista di fama internazionale, veneziano d’adozione.
L’intento della mostra è quello di rileggere la storia creativa dell’artista attraverso i disegni che
rappresentano la fase ideativa e progettuale delle sue videoinstallazioni, già esposte nei più grandi
musei e nelle più importanti manifestazioni d’arte contemporanea del mondo. I disegni saranno
parte di una grande installazione che, progettata dallo stesso Plessi, attraverserà lo spazio del
Salone: a percorrerne la struttura sarà quel “flusso elettronico” di acqua e di fuoco che costituisce
la cifra forse più riconoscibile dei suoi lavori.
Presentando l’evento, Plessi ha ringraziato il Comune di Padova per il «privilegio straordinario»
che gli ha concesso, nel permettergli di misurarsi con il Palazzo della Ragione, un «monumento
che ha richiami ancestrali e una capacità liberatoria».
«Un progetto espositivo – afferma l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio – pensato
appositamente per il Palazzo della Ragione, che affronta con un linguaggio altamente tecnologico
e al tempo minimale un dialogo rispettoso con uno straordinario e imponente monumento del
passato, di grande valore civile e artistico».
Il nome del monumento ha ispirato l’artista nello scegliere il titolo della mostra che, come precisa,
«non si limiterà a ripercorrere la storia della mia attività artistica, rappresentando soprattutto una
grande sfida, perché uno degli obiettivi dell’artista è coniugare in modo armonico la memoria del
passato con la realtà tecnologica del presente».
Esperto di “umanizzazione delle tecnologie”, Fabrizio Plessi proporrà all’interno del percorso
espositivo alcune macchine fotocopiatrici – rielaborate dall’artista e realizzate dal Gruppo
Pellegrini – che permetteranno di acquisire le riproduzioni fotostatiche di alcune immagini delle
opere in mostra e di inviarle in qualsiasi parte del mondo alle persone con cui condividere
un’emozione.
I numerosi disegni presentati nella mostra, esposti per la prima volta e caratterizzati sempre da
un’altissima qualità, verranno selezionati in base al loro valore emblematico riguardo la ricerca
dell’artista e affastellati seguendo un flusso narrativo. Per Plessi il disegno è lo strumento per
«sovvertire l’ordine statico delle cose» e una « attività naturale e vitale come il respiro».
Un percorso che si snoda appunto come un “flusso” di pensieri, di modifiche, di abbandoni,
delineato in fogli, schizzi anche occasionali, quando l’insorgere di un’idea era impellente, nei
carnet, in cui si susseguono le evoluzioni del progetto iniziale, come dei pensieri segreti, non
destinati al pubblico, che ora vengono presentati allo scopo di far vedere il lavoro principale
dell’artista, che è quello della progettazione.
L’esposizione si pone quindi come indagine sul funzionamento del pensiero creativo, in cui il
disegno rappresenta lo scheletro costitutivo dell’opera.