91
             

Via Altinate


Da porta Altinate comincia l’omonima via, si tratta di uno degli assi viari più importanti di Padova era infatti la via che portava a Venezia e ad Altino. Proprio per questo in quest’area i nobili veneziani fecero costruire numerosi palazzi.


VIA ALTINATE

Museo della Terza Armata
Orari: lun-ven 9-11,30 e 14-16,30
Sab 9-11,30
Domenica e festivi chiuso
Tel: 049 8203430

Da porta Altinate comincia l’omonima via, si tratta di uno degli assi viari più importanti di Padova era infatti la via che portava a Venezia e ad Altino. Proprio per questo in quest’area i nobili veneziani fecero costruire numerosi palazzi. La nostra passeggiata comincia da porta Altinate.
Al numero…troviamo palazzo Valdezzocco ora Vasoin, cinquecentesco, restaurato alla fine del 1895. Qualche particolare degno di nota: le eleganti finestre cinquecentesche (quadrifora centrale), i pilastri del portico di epoca medievale, uno stemma visibile nella quarta volta. La decorazione muraria esterna che abbelliva il palazzo è oggi completamente scomparsa.
Al numero… troviamo Palazzo Camerini. Il palazzo, costruito nel ‘400 fu la dimora di Pietro Bembo dal 1527 al 1547 che, come ci indica anche la targa affissa alla parete, ospitò qui il famoso Benvenuto Cellini oltre a molti intellettuali e uomini di lettere suoi contemporanei. Dopo la morte di Bembo il palazzo ebbe diverso proprietari, i Camerini lo acquisirono nell’800. Oggi è la sede del Museo della Terza Armata, che offre una ricca collezione di reperti e cimeli della Prima Guerra Mondiale. (La terza armata era una divisione dell’esercito responsabile del settore meridionale del fronte durante la Prima Guerra Meridionale).
Di fronte a palazzo Camerini si trova casa Melandri-Arslan.
Al numero 106 troviamo Palazzo Lucatello, un edificio quattrocentesco di gusto tardo-gotico.
Ai numeri 109 e 112 si trovano delle tracce di decorazioni murarie, motivi geometrici a fasce e losanghe e una coppia di stemmi.
Sul lato sinistro della strada troviamo la Chiesa di San Gaetano. Progettata dello Scamozzi nel 1584, la facciata si caratterizza per lo stile manieristico rimaneggiante; l’interno impostato su una pianta centrale è uno scrigno di tesori, una piccola pinacoteca di gusto prevalentemente barocco.
Subito dopo la chiesa, al numero 120, si trova una palazzo del XVII, Ca’ Priuli. Poco dopo proseguendo sullo stesso lato della strada, al numero 107, troviamo Palazzo Dolfin ora Compostella con la sua facciata settecentesca. I corrispondenza al portone di ingresso, anche qui guardando in alto si vede una testa minacciosa…
Dopo Piazzetta Colonna, al numero 141 si trova Palazzo Priuli Cornaro, eseguita verso il 1597 da Vincenzo Scamozzi, su progetto probabilmente non suo, nonostante la presenza di u linguaggio architettonico scamozziano, in particolare il gusto per la decorazione manieristica è dà leggere nel rito serrato dato alla facciata accostando a stretti intervalli le finestre allungate e le paraste.
Alla fine di via Altinate, all’incrocio con via santa Sofia, si trova la Chiesa di Santa Sofia. Sorta sul sito di un tempio di culto pagano, probabilmente un mitreo, la chiesa fu costruita in diverse fasi. L’abside esterno, corrispondente alla fase più antica, risale alla fine del IX secolo, quello interno al X; la costruzione della chiesa basilicale voluta dopo il terremoto del 1004 è opera di maestranze bizantine, l’ultima fase, corrispondente alla copertura con volte a crociera e al centro della facciata, risale a dopo il terremoto del 1117. L’interno è abbastanza spoglio, ma sono ben leggibili alcuni affreschi del ‘200 e del ‘300. Tracce degli affreschi esterni risalenti al XIV secolo sono rimaste solo sulla facciata d’ingresso, entro una delle nicchie sul lato sinistro.

CHIESA DI SAN GAETANO
Info tel : 049 654447

La Chiesa di San Gaetano fu voluta dal vescovo Alvise Corner e dal monsignore Federico Corner verso la fine del XVI per potervi ospitare il nuovo ordine dei Teatini. Il progetto fu affidato a Vincenzo Scamozzi nel 1584, il quale si occupò della chiesa e dell’attiguo convento, soppresso per ordine napoleonico nel 1806, poi incendiato nel 1923, in seguito restaurato e utilizzato come sede del tribunale.
La chiesa si sviluppa su una pianta centrale, ottagonale con due cappelle laterali ed una di fondo che contiene l’altar maggiore e dietro la quale si trova il coro. Vicino all’entrata, sulla sinistra si trova l’accesso alla cappella del Sepolcro.
Una serie ritmica di paraste movimenta le pareti e crea un ritmo ascensionale, le paraste infatti convergono alla sommità dell’edificio dove si trova una cupola affrescata da Vernansal nel ‘700 con immagini della Gloria del Paradiso.
Anche le cappelle laterali sono cupolate. L’illuminazione è assicurata da alcune finestre che si concludono ad arco greco.
All’esterno il linguaggio architettonico sviluppato dallo Scamozzi presenta forti rinvii al manierismo romano e palladiano: la scelta dell’ordine gigante, l’uso di paraste composte che sorreggono la trabeazione e il piano attico, l’effetto di chiaroscuro nella parte inferiore. Scamozzi seguì anche i lavori scultorei, una serie di sculture a tutto tondo nelle nicchie decora infatti la parete.
L’interno è particolarmente ricco dal punto di vista degli arredi.
Sono cinquecentesche le tavole collocate sopra l’arcone della cappella di destra e sopra l’arco trionfale, rappresentanti la Natività e la Deposizione.
Sono secentesche le opere di Pietro Damini: Miracolo di San Carlo Borromeo nella cappella di destra, parete sinistra e la Trasfigurazione nel coro.
E’ settecentesco invece il rivestimento marmoreo come pure le decorazioni di Vernansal che affrescò la cupola e realizzò la Flagellazione di Cristo posta nella cappella a sinistra.
All’interno della Cappella del Sepolcro si trovano molti dipinti di autori ignoti e alcune tele attribuite a Francesco Zanella: Cristo deposto, resurrezione di Lazzaro, Ingresso in Gerusalemme.

Share




107 q 0,154 sec