Abbazia di Santa Giustina


Il complesso dell’abbazia di Santa Giustina comprende la grande Basilica e il monastero.


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ABBAZIA:
Via G. Ferrari 2/A tel 049.8756435
Rivolgendosi al padre incaricato si può concordare un breve soggiorno (riservato ai soli uomini), durante il quale gli ospiti potranno condividere la vita dei monaci
Biblioteca:
lun- ven 8.30 – 12.00; lun – mar 15-18; sab. 9-12
CHIESA:
Prato della Valle, tel.049 8751628
Orari (conviene telefonare per aggiornamenti):
Tempo di visita: da 40 minuti a 1 ora
Feriale: estate 7.30-12 / 15-20; inverno: 8-12 / 15-17
Festivo: estate 6.30-13 / 15-20; inverno: 8-13 / 15-20
Cappella di San Luca: 1, 2, 14 Novembre; oppure su richiesta.
Presbiterio quattrocentesco e Chiostri: solo visita guidata su richiesta
Visita guidata alla chiesa e al monastero su prenotazione
Sante messe:
Feriale: 17.30 (sospesa luglio e agosto); 19.15 (con i monaci)
Sabato: 8 (eucaristia concelebrata); 19.15 (vespro)
Festiva: 8.15 – 9.30 – 11 (concelebrata con i monaci) – 18.30

 

 

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Il complesso dell’abbazia di Santa Giustina comprende la grande Basilica e il monastero.
La Basilica ha origini molto antiche ma subì parecchi rifacimenti nei secoli. All’interno sono contenute per lo più opere del XVI-XVII secolo. Di notevole interesse storico e artistico, sono:
– Il sepolcro di San Luca
– Il presbiterio con la pala del Veronese e il coro ligneo;
– Il corridoio dei martiri che conduce al sacello di santa Maria, la più antica chiesa patavina, risalente al V secolo, contenente le spoglie di San Prosdocimo;
– La Cappella di San Luca, con affreschi quattrocenteschi
– Il grande presbiterio quattrocentesco
– I Chiostri (all’abbazia ne sono stati sottratti due, occupati attualmente da una caserma)
Il complesso è oggi sede dell’importante “Istituto di liturgia pastorale” fondato nel 1966 dai Monaci benedettini di S.Giustina di Padova, per formare i sacerdoti (sia diocesani, sia religiosi), le religiose e i laici sui principi liturgico-pastorali proposti dal Concilio Vaticano II.CHIESA
* ORIGINE: l’origine sepolcrale della basilica è confermata dall’esistenza, nell’area di un sepolcreto pagano a rito misto (inumazione-cremazione) dell’I-III sec. a.C. Inoltre nell’area del sacello di S. Maria e intorno ad esso furono trovati corpi di Santi nell’XI e XII secolo.
L’attuale basilica risale al XVI secolo, ma fu preceduta da tra fabbriche:
1. Una paleocristiana eretta dopo l’Editto di Milano (313) a custodire il venerato sepolcro di Santa Giustina Martire.
2. Una fatta edificare dalle fondamenta in onore di Santa Giustina dal patrizio Opilione, illustre personaggio della corte ravennate di Teodorico (480-510); splendido edificio ricco di colonne preziose e fulgente di mosaici parietali. Di questa sopravvive il sacello di S. Maria (16) nel quale è custodito il sepolcro – altare di S. Prosdocimo.
3. Una basilica romano gotica ricostruita dai monaci in luogo della chiesa di Opilione, rovinata dal terremoto nel 1117, rimaneggiata poi nei secc. XII-XIII-XIV.
La nuova fabbrica fu approvata dal capitolo generale il 21 giugno del 1498; si succedettero vari architetti: Matteo da Valle, Briosco, Alessandro Leopardi di Venezia e infine assunse la carica di protoarchitetto il bergamasco Moroni, cui si deve il più della basilica nuova (1532-1560) portata a compimento dall’istriano Andrea da Valle (1580).
* ESTERNO: è maestoso, privo di rivestimento; su un alto tamburo si impostano numerose cupole sormontate da statue di santi. La facciata è più disadorna dei fianchi; nelle nicchie vi sono le allegorie dei quattro evangelisti; ai lati due grifi di marmo di Verona, forse appartenenti al vecchio protiro della chiesa romanica.
* INTERNO: è maestoso ed elegante, anche se un po’ nudo e freddo. Al centro della navata centrale vi è il crocefisso ligneo quattrocentesco, esempio notevole di stile tosco- gotico.
Cappelle Navata sinistra: (1-7)
Sette cappelle dedicate ai Santi benedettini (Santa Felicita, San Giuliano, San Mauro, San Placido, San Daniele, San Gregorio Magno, S. Giacomo), con opere del XVVII-XVIII secolo.
Braccio sinistro del transetto: (8)
Sepolcro di San Luca: l’altare-arca in alabastro orientale e verde porfido, fu fatto eseguire dall’abate Gualpertino Mussato per la cappella di san Luca della vecchia chiesa romanica, e fu qui trasferita nel 1562. In questa occasione si rifece la guastata cornice in serpentino e si mutò la disposizione dei pannelli che ancor oggi non sembrano avere un ordine logico. Dietro l’arca sta una copia cinquecentesca della venerata Madonna Costrantinopoliana portata in volo da angeli in Bronzo, opera di Amleto Sartori. (1960).
Interessanti le due tele alle pareti della Cappella: la Raccolta della manna, superba opera di Francesco Maffei (1600-1660) e, di fronte, il Martirio dei Santi Cosma e Daminano, di Antonio Balestra (1718)
Presbiterio: (11)
Gli stalli lignei, opera del Normanno Riccardo Taurini (1558-1566), sono tra i più celebri del mondo. In fondo al coro, appoggiata ad una curva dell’abside, si erge la grandiosa pala Martirio di Santa Giustina di Veronese (1575).
Braccio destro del transetto: (14)
Arca di San Mattia Apostolo, opera di fredda eleganza dello scultore F. de Surdis (1562). Sulla parete sinistra opera di Balestra, col Recupero dei corpi dei Santi Cosma e Damiano (1718), di fronte la Missione degli Apostoli di Gianbattista Bissoni. (1631)
Corridoio dei martiri: (15)
Pozzo delle reliquie (contenete i resti dei martiri); affreschi di ignoto pittore del XVIII secolo; tela di Pietro Damini con la Beata Giacoma che scopre il pozzo dei Martiri; grata sepolcrale di San Luca. Se fuori soffia forte vento, dal pozzo delle reliquie si sente spirare dell’aria: questa proviene da una “bocca” esterna, collocata tra il primo e il secondo chiostro.
Sacello di Santa Maria (16)
Qui riposa il corpo di San Prosdocimo. E’ un esempio di tarda arte paleocristiana, databile al 450-510: è quindi il più antico edificio cristiano presente a Padova; costituisce inoltre l’unica reliquia superstite della chiesa sepolcrale di Santa Giustina, ricostruita da Opilione.
Si tratta di un Martyrion cruciforme, con cupoletta centrale e presbiterio absidato chiuso da una pergola a quattro esili colonne, in marmo greco architravate e con arco centrale. Originariamente era ornato da crustae marmoree e mosaici, persi a causa dei rifacimenti nel 1564. A destra c’è l’altare rinascimentale (1564) sovrastato dall’immagine clipeata in marmo greco di San Prosdocimo. Le statue dei santi nelle nicchie sono opera di Francesco Segala (1565).
Cappelle Navata destra: (17-23)
Dedicate a vari santi (S. Urio; SS. Innocenti; San Benedetto; Santa Scolastica; San Gherardo; Santa Gertrude; San Paolo); si segnala in particolare la pala nella quinta cappella (19), di Palma il Giovane con San Benedetto che accoglie i Santi Placido e Mauro
 

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ALTRI AMBIENTI E CHIOSTRI
A destra della Cappella della Pietà (12) vi è una porta a vetri, oltre la quale si possono ammirare interessanti ambienti: qui la visita deve essere prenotata o, se disponibile, ci si fa accompagnare da uno dei sacerdoti presenti in Basilica.

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Cappella di San Luca Evangelista: (24)
Conserva ancora frammenti della decorazione a fresco, opera di Giovanni Storlato risalente al 1436. Fatta edificare dall’abate Gualpertino Mussato, nel 1301, fu rimaneggiata in muratura nel 1436; nel 1589 divenne cimitero degli abati.
Da secoli è luogo di sepoltura dei monaci dell’abbazia. Tra le salme ospitate vi è anche quella di Lucrezia Cornaro Piscopia, vissuta tra il 1646 e il 1684, prima donna al mondo a conseguire brillantemente una laurea universitaria.
Presbiterio quattrocentesco (26)
Si ammiri il bel coro a doppio ordine, ad opera di Francesco da Parma e Domenico da Piacenza. Tra i quadri figurati sono molto interessanti il I, che raffigura la chiesa di Santa Giustina del XII secolo, il XL che raffigura la Torre dell’orologio in piazza dei signori prima dei rifacimenti del Falconetto, e il XLVIII riproducente la Basilica del Santo.
Chiostro del Capitolo: inizialmente romanico, subì un parziale rifacimento tra il 1492 e il 1495, con la ricostruzione di un lato in stile rinascimentale. Nel 1588 sia la parte romanica sia quella rinascimentale furono abbattute e ricostruite dall’architetto veneto Battista Fizoni. Oggi si presenta con alte arcate fiancheggiate da pilastri addossati a colonne tuscaniche. La parte superiore è caratterizzata da slanciate finestre fiancheggiate da colonne doriche.
Secondo Chiostro: di dimensioni più ridotte fu decorato da Battista Bissoni e da un artista tedesco
Grande Chiostro: presenta agli angoli particolari pilastri decorati con gusto gotico fiorito. Le pareti furono affrescate da Parentino e da Girolamo dal Santo; esse hanno subito numerosi danni negli anni tra il 1810 e il 1919, quando il chiostro, espropriato temporaneamente al convento, fu trasformato in caserma. Vi sono illustrati episodi della Vita di San Benedetto; i più antichi sono quelli della parete settentrionale eseguiti da Bernardo Parentino fra il 1489 e il 1494: i riquadri sono divisi da finti pilastri decorati a chiaroscuro da Parentino. Gli altri affreschi furono eseguiti successivamente da Girolamo dal Santo (tra 1542-1546).
Refettorio vecchio: è presente un grande frammento di affresco rappresentate la “Crocifissione” (1489), attribuito ad un pittore, Maestro Angelo, seguace dello Squarcione. L’opera rivela, oltre che la piena padronanza delle leggi prospettiche, anche il profondo influsso dei maestri fiorentini presenti a Padova nella prima metà del quattrocento.

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TUTTE LE OPERE DI INTERESSE DELLA CHIESA:
1. Cappella S. Massimo: Martirio di S. Giacomo minore (Scuola di Veronese)
2. Cappella S. Gregorio: Invocazione di Papa Gregorio Magno alla Vergine perché liberi Roma dalla peste ( S. Ricci 1700)
3. Cappella S. Daniele: Martirio di San Daniele ( A. Zanchi 1677)
4. Cappella S. Placido: Martirio di San Placido e dei suoi compagni (L. Giordano, 1676)
5. Cappella S. Mauro: San Mauro in gloria invocato dagli infermi ( Valentino Lefebvre, 1670-1673)
6. Cappella S. Giuliano: Gruppo plastico di S. Giuliano fra gli apostoli Andrea e Matteo (1680)
7. Cappella S. Felicita: Gruppo plastico di S. Felicita fra i santi Marco e Simeone (1632)
8. Cappella di San Luca evangelista:
a. Raccolta della manna (F. Maffei, XVI sec.)
b. Arca che contiene i resti di San Luca evangelista (1316)
c. Martirio dei Santi Cosma e Damiano (A. Balestra, 1718)
9. Cappella S. Arnardo: S. Arnaldo fra gli apostoli Pietro e Paolo (1682)
10. Altare del Santissimo sacramento: Angeli in marmo (Giusto de’Court); affresco con l’Eterno fra gli angeli e gli apostoli adoranti il sacramento (S. Ricci, 1700)
11. Presbiterio:
a. Busto del patrizio Opilione (fondatore della prima chiesa, F. Sordi 1559)
b. Busto di Vitaliano (leggendario padre di S. Giustina, F. Sordi, 1559)
c. Tela con il martirio di S. Giustina (Veronese, 1575)
d. Ancona di legno dorato (G. Manetti, 1576)
e. Coro ligneo (R. Taurino, 1558-1566)
12. Gruppo scultoreo della Pietà (F. Parodi, 1689)
13. Cappella di San Massimo
14. Cappella di San Mattia Apostolo:
a. Recupero dei corpi dei Santi Cosma e Damiano (Balestra 1718)
b. La missione degli Apostoli. (Gianbattista Bissoni 1631)
c. Arca di San Mattia Apostolo (Fr. de Surdis 1562)
15. Corridoio dei Martiri (affreschi di ignoto pittore del XVIII secolo; pozzo delle reliquie contenete i resti dei martiri, tela di Pietro Damini con la Beata Giacoma che scopre il pozzo dei Martiri, grata sepolcrale di San Luca)
16. Sacello di San Prosdocimo (V sec.)
17. Cappella di S. Urio: gruppo in marmo con gli apostoli Matteo e Giovanni (1682, Bernardo Falcon) Miracolo della mula (di pittore settecentesco)
18. Cappella ss. Innocenti: Rachele e due bimbi fra gli Apostoli Giovanni e Giacomo (G.Comino 1679).
19. Cappella S. Benedetto: San Benedetto che accoglie i Santi Placido e Mauro (Palma il Giovane 1618).
San Benedetto consegna la regola ai principi della Terra. (Claudio Ridolfi del 1616)
San Benedetto riceve l’omaggio di Totila (Gianbattista Maganza, 1616)
20. Cappella S. Scolastica: Morte di Santa Scolastica (Luca Giordano 1673-1675)
21. Cappella S. Gherardo: Martirio di San Gherardo Sagredo (1677, Carlo Loth)
22. Cappella Santa Gertrude: Estasi di Santa Gertrude (Pietro Liberi 1778-79)
23. Cappella S. Paolo: Conversione di San Paolo (Benedetto Caliari 1589)
Lunetta con lo stesso soggetto (Gaspare Dizioni 1689-1767)
24. Cappella di san Luca (XV sec.) con decorazione a fresco fatta nel 1436 da Giovanni Storlato
25. Corridoio grande: lapidi romane e tele di scarso valore (pittori locali del XVII-XVIII secolo);
26. Presbiterio quattrocentesco (1472-1473): Coro a doppio ordine, ad opera di Francesco da Parma e Domenico da Piacenza. Tra i quadri figurati del coro, sono molto interessanti il I, che raffigura la chiesa di Santa Giustina del XII secolo, il XL che raffigura la Torre dell’orologio in piazza dei signori prima dei rifacimenti del Falconetto, e il XLVIII riproducente la Basilica del Santo.
Al centro del pavimento vi è la pietra tombale di Ludovico il Barbo in marmo bianco e rosso di Verona, probabilmente della scuola dello Storlato. (XV sec)
Notevoli sono l’organo sulla parete sinistra, opera del XVII secolo e la statua della Martire Giustina in pietra tenera, su quella destra.
27. Antisacrestia: due vedute settecentesche di Prato della Valle con santa Giustina e del Monastero di Praglia,
Architrave del portale della demolita chiesa romanica (con illustrati sei episodi della vita di Gesù e Maria) della scuola antelamica del primissimo duecento.
28. Sacrestia: grandi armadi in noce della prima metà del secolo XVII, uno dei quali al centro contiene alcuni reliquiari preziosi.
Tornando indietro per l’antisacrestia e procedendo verso i chiostri, scesi pochi gradini, si noti nella parete di sinistra una lunetta che costituiva il timpano del portale della basilica romanica. Essa contiene tre figure ad altorilievo, la Chiesa con ai lati due fedeli, opera di scultore antelamico.

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