Tutti i colori del mondo
4 Maggio 2012Costruito magistralmente come un’accorata lettera (ricorda un po’ la Tamaro di Va’ dove ti porta il cuore), è una storia tenera e spietata ad un tempo, con due personaggi – uno storico e ’reale’, l’altro d’invenzione ma forse ancora più vero, – le cui vite si intrecciano per puro caso e si influenzano in un turbinio di eventi che li porterà a morire insieme, separati fisicamente, uniti nel cuore. Tutti i colori del mondo sono quelli che Vincent Van Gogh non ha ancora ’trovato’ – preso in quell’anno della sua vita di cui non rimane traccia documentale – e che troverà in un oscuro paesino belga in cui i ’matti’ convivono, liberi, a fianco dei ’savi’; tutti i colori del mondo sono quelli che animano la vita di Teresa Senzasogni, giovane orfana che in quel paesino c’è nata e si aspetta di trovarci la felicità, l’amore, la sicurezza. Montanaro fa incontrare queste due esistenze, in apparenza così diverse, in modo casuale ma naturale, anche sulla scorta di alcune lettere effettivamente scritte da Van Gogh al fratello Theo in cui il pittore nomina Gheel, il paesino ’Giallo’ dove i matti hanno una santa patrona (Santa Dimfna) e ogni famiglia ne accoglie in casa almeno uno.