Ritratti di città. Come leggere piante, mappe e disegni

18 Febbraio 2014 By Elena Bottin

Come già indagato in una sua ricerca sulla pianta di Venezia disegnata da Cristoforo Sabbadino e conservata in copia alla Biblioteca Mariana, la storica dell’Architettura Elena Svalduz ritiene che quel ritratto della città rappresenti un piano regolatore che concepisce e disegna la città come un complesso urbano in trasformazione. E se per uno strano destino l’ipotesi di Sabbadino di costruire un collegamento tra Santa Chiara e il Corpus Domini si è realizzata solo dopo 400 anni con il discusso ponte di Calatrava, questo significa che le piante delle città sono molto più che semplici proiezioni dell’esistente. Questo vale per ogni città: la Ferrara di fine Quattrocento con l’Addizione Erculea, Carpi nella sua ristrutturazione urbana voluta dal Principe Alberto III Pio e anche la Nuova Lisbona ricostruita dopo il terremoto del 1755 nel disegno illuminista del Marchese di Pombal. Esiste quindi una lettura più profonda e nascosta quando si scruta la pianta di una città. Leggere quei segni sulla carta, a volta, significa capire l’anima urbis.