Riapertura di Villa Molin
5 Luglio 2018Riaperta al pubblico Villa Molin, per visite guidate su appuntamento e per eventi. Il prossimo appuntamento è il 13 luglio con una visita guidata serale accompagnati dai Patrizi Veneti.
Villa Molin sarà eccezionalmente aperta per una visita guidata serale in cui si sarà accompagnati dai Patrizi Veneti, gruppo storico culturale in costume d’epoca.
Verrà raccontata la storia della villa e le vicende delle famiglie che vi hanno abitato nei secoli.Si potranno percorrere le scale segrete e fermarsi nei sontuosi salotti della villa o affacciarsi dalla loggia sul fiume.
L’associazione Patrizi Veneti animerà la sera facendo rivivere la villa e la sua storia.
“L’illustrissimo signor Niccolò Molino Cavaliere, fabbricò secondo questi nostri disegni ad un luogo detto la Mandria…onde è congiunto insieme il comodo & il piacere della villa.… L’aspetto della fabbrica guarda a Sirocco: dinanzi le passa la strada maestra e corre il Bacchiglione, fiume molto navigabile”
Così Vincenzo Scamozzi racconta villa Molin nel suo trattato e così ci e’ stata tramandata dal 1597.
Fedele al suo progetto originale si erge maestosa e si specchia elegantemente nelle acque del canale Battaglia.
Il committente: Nicolò Molin
La villa fu edificata nel 1597 da Niccolò Molin, Savio di Terraferma, ambasciatore della Serenissima presso il Granducato di Toscana e presso la corte d’Inghilterra, marito della figlia del doge Alvise Grimani.
La famiglia Molin diede alla repubblica di Venezia molti uomini illustri, saggi e valorosi nella politica e nelle armi e virtuosi prelati.
I patrizi veneziani gareggiavano tra loro con la costruzione delle sontuose residenze, quindi, quando Niccolò decise di costruire una villa di campagna per rendere omaggio alla propria famiglia chiamò il più importante architetto del suo tempo a Venezia: Vincenzo Scamozzi, allora proto della Repubblica e autore delle Procuratie Nuove in piazza San Marco e continuatore di alcuni progetti di Palladio.
Il progettista: Vincenzo Scamozzi
Scamozzi, il progettista di Villa Molin, è l’ultimo dei grandi architetti del Rinascimento, stretto fra la tradizione trionfale della generazione di Palladio e il mondo nuovo di Galileo Galilei.
Cerca una propria dimensione in una visione dell’architettura come pratica razionale, attenta agli aspetti funzionali, all’economia dei mezzi, ma anche a un nuovo rapporto con il paesaggio, producendo capolavori come la Rocca Pisana di Lonigo, il teatro di Sabbioneta, le Procuratie Nuove in piazza San Marco a Venezia.
La villa:
Tutte le più importanti famiglie nobili di Padova, nei secoli, tramite matrimoni e passaggi di proprietà risiedettero nella villa. Dopo i Molin la villa passò ai Capodilista e quando il ramo della famiglia si estinse passò ai Conti nel 1672. A loro si devono gli affreschi del salone centrale, come testimoniano gli scudi presenti nella volta del salone.
Nel 1748 fu ospitato il Vescovo di Padova, Carlo Rezzonico, che divenne Papa Clemente XIII.
Nel 1772 la famiglia Capodilista riacquistò la villa e realizzò gli splendidi stucchi delle sale al piano primo.
Il cervo rosso, simbolo dei Capodilista, si ritrova sulle porte del piano terra e in altri elementi decorativi come gli scudi raffigurati agli angoli della volta del salone, che raccontano dei matrimoni tra i Capodilista e altre famiglie nobili.
Tramite passaggi di proprietà e matrimoni passò ai Dondi Orologio
Nel 1918 fu sede di alcuni incontri che portarono all’armistizio firmato il 3 novembre presso la vicina villa Giusti.
Nel 1955 fu acquistata dall’industriale Igino Kofler, che realizzò importanti interventi di ripristino che riportarono la villa al suo antico splendore.
Il restauro di Kofler riportò alla luce gli affreschi originali, eliminando alcuni decori ottocenteschi non coerenti con la struttura e l’originale visione della villa
La mano sapiente ed esperta del suo progettista, Vincenzo Scamozzi ha disegnato volumi nitidi ed eleganti ed una planimetria dalla straordinaria coerenza geometrica, basata sul quadrato che determina sia la forma della villa che della sala centrale.
Il piano terra si articola in sale angolari raccolte attorno alla stanza centrale dotata di una virtuosistica volta ribassata.
Il parco:
Alberi secolari incastonano il maestoso giardino all’italiana, tra laghetti, ruscelli e ponti.
Gli scenari sono diversi e suggestivi.
Il giardino all’italiana rigorosamente geometrico con statue settecentesche è posto al lato sud, sul retro della villa si apre invece il giardino romantico.
La attività della villa oggi:
Villa Molin riapre le sue porte per accogliervi in una dimora ricca di fascino.
Una residenza che ancora trasuda i fasti del passato e che più che mai, ancora oggi, è ideale per celebrare ogni ricorrenza o momento speciale da cristallizzare nella memoria e nel cuore.
E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione.
Le visite possono essere sia in Italiano che in inglese, accompagnati da un architetto esperto in restauro e storia dell’arte.
La villa inoltre offre un servizio su misura per organizzare qualsiasi tipo di evento
Gli spazi interni e le diverse sale rendono la villa estremamente versatile e adatta a gestire momenti diversi.
Il giardino all’italiana e il giardino romantico completano la villa e ne diventano il perfetto sfondo.
E’ possibile ospitare le auto all’interno della proprietà.