Renato Mambor e i turbinosi anni ’60
16 Dicembre 2014In omaggio a Renato Mambor, recentemente scomparso, oggi alle ore 17.30, proprio nelle Sale della sua personale “Pensieri Nativi” al Centro culturale San Gaetano, Carlo Fumian terrà una conferenza sugli anni Sessanta, il decennio della svolta, un periodo storico carico di mutamenti straordinari per l’arte, la politica e la vita di tutti noi. I decenni, o i secoli, sono dei contenitori ingannevoli, un modo al tempo stesso elusivo e rozzo di affettare la storia e il tempo.
Ma bisogna riconoscere che tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni settanta si assiste, in tutti i campi, e in tutto il mondo, ad una impressionante serie di radicali trasformazioni che travolge individui e collettività, sistemi politici e codici espressivi, relazioni personali, affettive, generazionali e complessi rapporti geopolitici: Il tutto nella totalizzante rete di una peculiare fase della Guerra Fredda, al tempo stesso scenario e motore di quegli anni, ora odiati ora mitizzati. Ognuna di tali trasformazioni pare segnata da un tratto comune, un fiorire di «eversione» (ora pacifico ora anche sanguinario) e un profumo di «energia» che è rimasto nel cuore di chi quel periodo ha vissuto e nella mente di chi non era ancora nato, con la forza (e la fragile rigidità) del mito.
E se quel mito si vuol cominciare a dipanare, è forse opportuno tentare di indicare – certo solo per cenni e suggestioni – le principali correnti artistiche e culturali che meglio interpretarono tali vocazioni rivoluzionarie – dalla pop art all’arte povera e alle nuove avanguardie, facendole dialogare con i grandi eventi storici di quel lungo decennio.