Quel che è certo

15 Gennaio 2015 By Elena Bottin

Si tratta di una raccolta di racconti brevi, la forma prediletta dall’autrice, in parte autobiografici e costruiti su frammenti di una memoria a volte individuale, a volte collettiva. Paola Giusto descrive il contesto in cui i protagonisti si muovono come un mondo antico, “incantato”, fatto di percezioni che vanno a toccare tutti e cinque i sensi. L’autrice cambia il registro narrativo nei vari racconti e utilizza un tipo di scrittura visiva che coinvolge il lettore, permettendogli d’immedesimarsi nelle vicende narrate.
Come scrive Andrea Colasio nella prefazione “memoria, affetti, amori, piccoli tradimenti rappresentano un mondo dove vi è sempre, tuttavia, la possibilità di ricominciare. […] Una vita, un amore che finiscono, non segnano un tempo finito; un tempo dove nuove possibilità di gioco sono precluse; al contrario, nella storia può irrompere il caso, il fortuito e quel destino spurio, che è la vita, può riprendere il suo eterno ciclo”.