Principio di Legalità e attività di impresa
10 Settembre 2013Modera l’imprenditore Graziano Debellini. “Esiste un interrogativo che può avere risposte non scontate – spiega l‘avvocato Pinelli, ideatore dell’iniziativa – quello che vogliamo domandarci è se il principio di legalità e l’attività di impresa viaggino su binari paralleli: è scontato che dire che più c’è legalità e più l’impresa crea benessere, o esiste un limite oltre il quale la legalità possa degenerare in un cappio al collo per le imprese? La risposta a mio giudizio è che l’eccesso di legalità, inteso come eccesso burocratico della normazione e dell’attività di controllo del rispetto di norme rindondanti, può esserlo, se una legislazione complessa e anche numericamente incontrollata e straordinaria crea appesantimento amministrativo, crea infruttuoso impiego di tempo per l’imprenditore, distrutto dalla necessità di dipanare la complessità della legislazione“.
L’avvocato Pinelli esemplifica questo eccesso di legalità con il caso dei versamenti Iva. “L’imprenditore se non paga l’iva va incontro ad una azione penale – spiega l’avvocato Pinelli -, anche se non ha mai incassato la fattura. In questo caso non è sicuramente vero che il principio di legalità automaticamente si sposa come un presupposto necessario per lo sviluppo dell’impresa. Anzi, la scoraggia. Credo che vada promossa una formazione culturale da parte di chi deve giudicare, in modo che esista e sia di supporto al giudice una formazione che tenga conto anche della realtà dell’impresa, che a differenza delle norme che sono cristallizzate rigidamente, tende ad essere dinamica nel tempo. Premmettendo che la legge va fatta rispettare a tutti, va anche detto che, se la si applica in maniera burocratica, senza tenere conto del dinamismo dell’impresa, si affermerà il diritto in astratto ma non si farà giustizia”.