Pietro Bembo e la invenzione del Rinascimento

28 Gennaio 2013 By Alessandra

È un uomo nuovo quello del Cinquecento: capace di essere al contempo poeta e letterato, collezionista e intellettuale, frequentatore di corti e fine polemista, viaggiatore e geniale inventore, interprete di una visione della vita che si volge alla classicità del passato per progettare il presente e ridisegnare il futuro.
Nel 1470 a Venezia nasce il più grande esegeta di questa rivoluzione mentale: Pietro Bembo. Amico dei maestri della pittura italiana (Raffaello, Giorgione, Tiziano e Michelangelo solo per citarne alcuni), il letterato veneziano dimostrò non solo di possedere grandi intuizioni e intelligenza nei confronti della rivoluzione delle arti che caratterizzò il periodo rinascimentale, ma fu egli stesso centro e motore dei nuovi ideali estetici di misura, grazia, eleganza, forza espressiva, recupero delle forme classiche e, soprattutto, di unità linguistica espressiva. È proprio questo suo imporre un canone letterario unico che fa di Bembo l’Uomo rinascimentale, punto di riferimento non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa.
Dopo i saluti diGiuseppe Zaccaria, Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino, e l’introduzione di Luca Illetterati, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell’Università di Padova, interverrà Guido Beltramini, Direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza.