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  04/05/2015            20:45
Palladio e l’acqua

Palladio e l’acqua


Antonio Foscari, dell’Università IUAV di Venezia e Walter Pancera dell’Università di Padova si cimentano sul tema "Palladio e l'acqua".


Il titolo “Palladio e l’’acqua” forse trasmette solo in parte l’affascinante visione sulla storia del Veneto del Cinquecento che i due studiosi sapranno trasmettere al pubblico.
L’incontro, che rientra nel ciclo “Palladio plus” ed è organizzato dal Palladio Museum grazie al sostegno della Regione Veneto Assessorato Cultura, affronta le tematiche lanciate da Expo Milano 2015, l’’Esposizione Universale interamente dedicata all’alimentazione e alla nutrizione del pianeta.
Foscari e Pancera riporteranno ad un Veneto dove le strade sono poche e insicure e dove le vere autostrade sono date dalle vie d’acqua. Sono vie d’acqua, in parte naturali e in gran parte artificiali, ovvero scavate appositamente, a innervare la terraferma alla capitale. Altre minori, esattamente come avviene oggi per il sistema stradale, conducevano sino alle località più remote.
L’acqua forniva poi la forza motrice per i mulini, i magli e le altre infinite attività artigianali che vivevano intorno e persino dentro i fiumi, come nel caso dei mulini galleggiati. Le acque fornivano poi una parte dell’alimentazione quotidiana, il pesce. Erano popolate dalle lavandaie, da chi scavava la sabbia e la ghiaia, mentre sulle “restere” laterali cavalli e buoi trascinavano i barconi carichi di persone o di merci. Erano realmente il cuore della quotidianità di chi lavorava e viveva in Veneto.
Le ville, comprese quelle di Palladio, avevano in questo sistema liquido il loro punto di riferimento. Non è un caso se nei secoli è sorto quell’’unicum che è oggi la Riviera del Brenta, dove, non a caso, Palladio realizzò per i Foscari la magica Malcontenta.
Su questa ragnatela d’acque vigilava, con estrema durezza e competenza, un apposito organo di controllo istituito dalla Repubblica. Agiva per garantire il perfetto funzionamento di questo servizio vitale per la terraferma, ma anche per fare in modo che le acque non conducessero sedimenti in laguna. E per questo fiumi come il Brenta e il Piave ebbero il loro corso deviato. Opere colossali, oggi impensabili. Che però vennero realizzate in tempi anche brevi dalla Serenissima perché considerate vitali per lo Stato.

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Teatro Falcone e Borsellino,     via Roma 44, Limena
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L'’ingresso alla conferenza è libero, sino ad esaurimento dei posti.



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