Padova nella tarda antichità: il Sacello di San Prosdocimo
24 Agosto 2013La struttura, a croce greca con cupola, fu eretta dal patrizio Opilione nel VI secolo insieme alla basilica in onore di S. Giustina, come si può desumere dalla lapide iscritta collocata nell’atrio del sacello; la basilica era un luogo di preghiera per il popolo, edificato per la venerazione della martire, mentre il sacello era una sorta di tempietto eretto sulla tomba di Santa Giustina come cappella funeraria. Nel VI secolo il sacello non si presentava come lo vediamo attualmente, le volte e il pavimento erano decorati a mosaico, con preziosissime tessere, le pareti erano rivestite con lastre di marmo greco policromo, per cui era un luogo sfolgorante di luce. Le finestre erano in alabastro e facevano filtrare una luce soffusa, che conferiva all’ambiente un’atmosfera sacra. Nel 1564, nel corso della ricostruzione di tutto il complesso, il sacello subì gravi manomissioni: furono eliminati i mosaici per realizzare gli affreschi rinascimentali, le preziose lastre in marmo greco furono staccate dalle pareti e fu cambiato l’orientamento originale. Fu così modificata l’originaria posizione dell’altare che, secondo la tradizione paleocristiana, si trovava sul lato est dell’edificio, e fu collocato sul lato sud l’altare cinquecentesco dedicato a San Prosdocimo. Dell’architettura paleocristiana si conserva la pergula, in marmo greco, costituita da quattro colonnine che poggiano su alti zoccoli e che sorreggono un architrave con arco a ferro di cavallo, a separare lo spazio sacro dell’altare dallo spazio riservato ai fedeli. Un altro elemento di particolare interesse è il clipeo marmoreo originario del V-VI secolo con l’immagine di un giovane, vestito con tunica e pallio, con ai lati due palme. Questo bassorilievo fu riutilizzato per rappresentare il protovescovo di Padova San Prosdocimo, inserendo l’iscrizione Episcopus e Confessor. I Notturni d’Arte, giunti alla XXVII edizione, sono organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto.