Opera Casa Famiglia – Inaugurazione
22 Aprile 2016Interverranno:
mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova
Massimo Bitonci, sindaco di Padova
Mirella Gallinaro, Garante regionale per i Diritti della Persona
Benedetta Castiglioni, presidente della fondazione Opera casa famiglia
Verrà consegnata, nella versione aggiornata, la carta dei servizi della comunità educativa. Da alcuni anni, l’Opera Casa Famiglia – che è una fondazione della diocesi di Padova – era alla ricerca di una nuova sede, se non per tutte le proprie attività, almeno per “mettere in sicurezza” la comunità educativa per minori. La parrocchia della Madonna Pellegrina (a Padova) ha messo a disposizione dell’Opera Casa Famiglia un appartamento in un piccolo stabile di sua proprietà. È una soluzione ottimale dal punto di vista degli spazi (stanze adeguate, piccolo scoperto, saletta a uso “taverna” al piano terra), per l’ottimo stato dello stabile, per il contesto territoriale e per lo stile di accoglienza da parte della comunità parrocchiale. Durante le vacanze di Natale c’è stato quindi il trasloco e nei mesi successivi ha preso avvio un graduale inserimento nel tessuto territoriale del nuovo quartiere.
Un po’ di storia
L’Opera Casa Famiglia è nata nel 1964 per volere dell’allora vescovo di Padova, mons. Girolamo Bortignon, come centro di prima accoglienza per le giovani che giungevano in città per motivi di studio o lavoro. Fino a una quindicina di anni fa, era presente in stazione un ufficio a cui le giovani potevano rivolgersi. Nel 1978 la struttura è stata affidata alle suore Elisabettine, che dieci anni dopo hanno aperto una prima comunità di accoglienza per ragazze adolescenti in situazione di disagio. All’inizio degli anni Novanta è stata raddoppiata la comunità educativa per minori. Un po’ alla volta sono state inserire alcune educatrici laiche. Nel 2002 sono stati aperti tre appartamenti “di sgancio” (per le ragazze che concludevano il percorso in comunità educativa, ma avevano ancora bisogno di un punto di riferimento). Progressivamente, negli anni successivi, la comunità religiosa ha lasciato l’Opera che dal 2006 è totalmente gestita da personale laico e da volontari. Dal 1988 (quando è sorta la prima comunità educativa) ad oggi sono state seguite circa 185 ragazze tra 13 e 18 anni; la maggior parte è entrata tra 15 e 17 anni. I principali motivi d’inserimento sono i problemi relazionali e la violenza o i maltrattamenti in famiglia; altri motivi possono essere la perdita di entrambi i genitori, problemi giudiziari, carenze educative dei genitori e loro problematiche giudiziarie o psichiatriche. L’Opera è diretta da un consiglio di amministrazione formato da cinque laici volontari nominati dalla curia di Padova per tre anni e dal direttore della Caritas diocesana. La comunità educativa può ospitare fino a 8 ragazze adolescenti (tra 13 e 18 anni) con un vissuto di grave disagio familiare e sociale. Sono inviate dai servizi territoriali e dal Tribunale dei minori. Per ciascuna delle minori viene elaborato un progetto educativo individualizzato da parte dell’equipe della comunità in base al progetto quadro dei servizi invianti. L’obiettivo è far iniziare alle minori un cammino di riappropriazione della propria storia personale e di acquisizione dell’autonomia personale. L’equipe educativa lavora per quanto possibile in dialogo con la famiglia di origine, per un recupero delle risorse genitoriali e per una continuità affettiva tra minore e famiglia. Nella comunità educativa si privilegia uno stile di vita di tipo familiare, improntato al sostegno e alla collaborazione oltre che alla valorizzazione della vita di gruppo. La comunità è autorizzata all’esercizio dal comune di Padova. Da settembre 2003 è parte del Cnca, coordinamento nazionale della comunità di accoglienza.
Opera Casa Famiglia offre anche oggi alle ragazze, dopo il periodo di permanenza in comunità che in genere si conclude al compimento della maggiore età, la prosecuzione di un percorso di autonomia negli appartamenti “di sgancio”. Si tratta di soluzioni abitative autogestite, condivise con altre ragazze, in cui però il cammino della ragazza viene ancora in parte seguito e accompagnato dagli educatori e dagli operatori dell’Opera.
Educatori e volontari
Al momento l’equipe educativa è composta da cinque educatori. Accanto agli educatori si va rafforzando un gruppo di volontari che condividono momenti della vita di comunità, oppure offrono supporto per le diverse necessità della comunità (dall’accompagnamento delle ragazze per le varie attività, al supporto scolastico, all’aiuto per piccoli lavori di manutenzione, ecc.). La comunità è disponibile ad accogliere anche tirocinanti universitari.